Assemblea con Firenze parcheggi: lavoratori appesi a un filo e richiesta cassa integrazione

Il Parcheggio di piazza Alberti
Il Parcheggio di piazza Alberti

FIRENZE – “Speriamo entro 10-15 giorni di risolvere la situazione e di riuscire a pagare i lavoratori. Ci auguriamo inoltre che venga fissata un’udienza il prima possibile e che l’esito sia favorevole”. A parlare, a poche ore dall’incontro tenutosi questa mattina nella sede del Parterre con i lavoratori e i vertici aziendali, è Marco Carrai braccio destro di Matteo Renzi per le questioni economico-finanziarie e amministratore delegato di Firenze Parcheggi: la partecipata del Comune di Firenze – al centro del caso scoppiato con Firenze Mobilità – che dopo aver ricevuto dal tribunale di Firenze l’ingiunzione di pagare in favore di Project Costruzioni s.c.a.r.l. in liquidazione oltre 6 milioni di euro, non ha perso tempo a presentare ieri, lunedì 11 marzo, l’istanza per sbloccare i conti correnti bancari. “La tensione tra i lavoratori è tanta – ha proseguito Carrai – e gli stipendi sono in bilico. Durante l’incontro di oggi, insieme ai legali, abbiamo illustrato i fatti e ammetto che, nonostante questa incresciosa situazione, i dipendenti si stanno dando da fare per cercare una soluzione e garantire quei servizi che non potremmo altrimenti sostenere. Il primo euro che entrerà nelle tasche di Firenze Parcheggi – ha concluso Carrai – sarà per i dependenti”.

Per i prossimi 15 giorni, dunque, ai lavoratori della partecipata del Comune (61 unità in totale) è stato chiesto – nel corso dell’assemblea di stamani – di occuparsi di attività esterne alle loro competenzeche non significa, qualora i conti correnti di FiPark dovessero essere sbloccati, un aumento del salario – ha specificato Simone Masini della segreteria Filt-Cgil – per questo dobbiamo riconoscere la grande responsabilità e volontà dei dipendenti”.

Il contratto con l’azienda esterna che si occupava della pulizia delle strutture (la società Miorelli) – ha spiegato Masini – è scaduto venerdì scorso e FiPark, dato il caso che è scoppiato, non ha potuto rinnovarlo”. Ragion per cui ad essere appesi a un filo non sono soltanto i lavoratori di Firenze Parcheggi ma anche quelli di Miorelli (circa una decina di dipendenti) che rischiano di fatto di essere mandati a casa. Il tutto inserito in un contesto in cui il ricorso alla cassa integrazione in deroga – che lo stesso Masini aveva definito “azzardato” – è apparsa l’unica soluzione. “Non abbiamo potuto fare a meno di premunirci e rivolgerci alla Provincia – ha svelato Masini – e dato che non vogliamo incorrere in sorprese spiacevoli, abbiamo dichiarato di essere pronti per la cassa integrazione”. Una precauzione più che plausibile, certo, che però difficilmente addolcirà la pillola che FiPark rischia di somministrare ai suoi lavoratori.

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