Insediato al comando il fiorentino Lorenzo D'Addario

Nuovi reparti in arrivo alla brigata paracadutisti Folgore

di Sandro Addario - - Cronaca

Reparti della Folgore schierati: prossimo il loro riassetto

Reparti della Folgore schierati: prossimo il loro riassetto

L’Esercito riorganizza i reparti in Toscana. Dal 1° luglio due reggimenti della Brigata paracadutisti Folgore – il 185° acquisizione obiettivi e il 9° Col Moschin – passeranno sotto il Comando Forze Speciali con sede a Pisa. Al tempo stesso la Brigata Folgore, che ha sede a Livorno, si arricchirà di tre nuovi reparti: il 3° Savoia Cavalleria di Grosseto, il 185° Artiglieria paracadutisti di Bracciano, il 6° reggimento di manovra di Pisa.

Cambio di comando alla Brigata

Cambio di comando alla Brigata Folgore: il generale Mingiardi (a destra) consegna la bandiera al colonnello D’Addario

E’ quanto si è appreso stamani a margine del cambio di comando della Folgore, al cui vertice si insedia un fiorentino. È il colonnello Lorenzo D’Addario, 48 anni, che subentra al generale Massimo Mingiardi, promosso vice comandante della Scuola di Fanteria di Cesano.

Alla cerimonia è intervenuto, presso la caserma Gamerra di Pisa che ospita il Centro Addestramento Paracadutisti, il generale di corpo d’armata Giovan Battista Borrini, capo del 1° comando forze di difesa dell’Esercito, che si è complimentato con il generale Mingiardi per l’ottimo lavoro svolto e con il colonnello D’Addario, per il nuovo impegnativo ruolo alla vigilia del riassetto organizzativo della Folgore. Quest’ultimo, tra circa sei mesi, sarà promosso generale di brigata.

Un aviolancio sul piazzale della caserma Gamerra a Pisa

Un aviolancio sul piazzale della caserma Gamerra a Pisa

Sul piazzale erano schierate, con la bandiera d’istituto del Capar, rappresentanze delle unità della brigata. Una cerimonia semplice ma molto sentita da tutti, in particolare per due episodi significativi, tra gli applausi dei presenti. Il primo quando il tenente colonnello Gianfranco Paglia – dalla sua sedia a rotelle – ha donato alla Folgore la propria medaglia d’oro al valor militare, avuta dopo uno scontro a fuoco a Mogadiscio nel 1993 con i miliziani somali che avevano attaccato le truppe italiane in missione per conto dell’Onu. L’altro episodio è stato l’abbraccio del generale Borrini al tenente colonnello Alessandro Albamonte, gravemente ferito agli occhi e alle mani da un pacco bomba di matrice terrorista, arrivato nel suo ufficio presso il comando della Folgore al Livorno nel marzo 2011.

Non è rimasto inosservato lo sguardo che, dopo aver passato in rassegna lo schieramento, il nuovo comandante D’Addario ha rivolto alla moglie e al figlio che lo applaudivano pieni di soddisfazione. Con loro i parenti arrivati da Firenze e anche dall’estero. Figlio di un noto docente universitario dell’ateneo fiorentino, Lorenzo D’Addario frequenta la Scuola Militare Nunziatella a Napoli e quindi l’Accademia militare di Modena. Alla Folgore è comandante di compagnia, quindi guida il 5° battaglione del 186° reggimento di Siena. Chiamato per tre anni presso un comando Nato negli Stati Uniti è rientra poi in Italia presso lo Stato Maggiore e poi assume il comando del “suo” 186° reggimento nella città del Palio. Alle spalle numerose missioni all’estero, alla guida dei suoi reparti, tra cui Kosovo e Afghanistan. Da oggi gli viene affidata la responsabilità dell’intera brigata paracadutisti Folgore, una delle unità di eccellenza di tutto l’esercito.

Il nuovo comandante della Folgore colonnello Lorenzo

Il nuovo comandante della Folgore colonnello Lorenzo D’Addario

“Arrivare al vertice della propria specialità militare è naturalmente una grande soddisfazione – commenta D’Addario al termine della cerimonia – ma guidare i paracadutisti è un qualcosa di più. Sono uomini e donne che prendono uno stipendio, ma che danno la vita gratis, con il cuore. Sono loro che ti aiutano nel comando, con la loro passione e la loro spinta. Me ne sono reso conto anche nell’ultima missione in Afghanistan quando ho dato l’addio a cinque di loro avvolti in una bandiera tricolore”.

 

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Sandro Addario

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