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Uffizi con lo sponsor aprono nuovi spazi al Rinascimento fiorentino

di Cristina Degl'Innocenti - - Cronaca

Cosimo Rosselli, Adorazione dei magi, tempera grassa su tavola, cm 101 x 2017.

Cosimo Rosselli, Adorazione dei magi, tempera grassa su tavola, cm 101 x 2017.

FIRENZE – Gli Uffizi si rilanciano con l’intervento privato. La Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino ha sancito l’accordo con la società  Salvatore Ferragamo per dar vita ad un’importante collaborazione per un intervento di adeguamento relativo agli impianti e allestimento in ben otto nuove sale della Galleria degli Uffizi. Un’intesa firmata da Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, e Ferruccio Ferragamo, presidente del gruppo di famiglia.

Le sale ospiteranno in seguito circa cinquanta opere che si collocano cronologicamente in uno dei periodi più importanti dal punto di vista storico artistico per la città di Firenze. Si tratta di opere del ‘400 fiorentino che  saranno collocate tra la sala 25 e la 32.  Sarà il colore verde, il filo conduttore delle sale, colore che il Rinascimento scelse come naturalmente evocativo di atmosfere adatte alla meditazione e al raccoglimento estetico, così come ci ricorda lo studiolo di Federico da Montefeltro ad Urbino.

Gherardo di Giovanni, Sacra conversazione, tempera su tavola, cm  194 x 177

Gherardo di Giovanni, Sacra conversazione, tempera su tavola, cm 194 x 177

Il nuovo allestimento curato da Daniela Parenti, Direttore del Dipartimento pittura del Medioevo e primo Rinascimento degli Uffizi, prevederà l’inclusione nelle sale di opere di Ghirlandaio e Baldovinetti (Firenze 1425 – 1499), di Cosimo Rosselli (Firenze 1439 – 1507), Jacopo del Sellaio (Firenze, 14442 – 1493) e di altri artisti che animarono le laboriose botteghe fiorentine del Quattrocento. Non mancheranno le opere di Filippino Lippi (Prato 1457 – Firenze 1504), Piero di Cosimo(Firenze 1462-1522),  di Perugino, di Lorenzo di Credi (Firenze 1459 – 1537) e Luca Signorelli (Cortona 1445 – 1523). Tutti quegli artisti che furono protagonisti del Rinascimento fiorentino e che seppero proseguire la strada che prima di loro maestri come Masaccio, Paolo Uccello e Domenico Veneziano, avevano iniziato ed  ebbero quali loro contemporanei figure come Sandro Botticelli. Furono anche i protagonisti di una stagione fiorentina ancora florida dal punto di vista culturale e creativo. Un esempio fra tutti quello di Filippino Lippi che concluderà l’opera che si pone quale documento e manifesto di una nuova pittura, di un nuovo senso dello spazio e di un nuovo modo di racconatre l’uomo in senso umanistico. Si tratta degli affreschi della Cappella Brancacci nella Chiesa del Carmine iniziati da Masolino e portati avanti da Masaccio la cui morte prematura vide interrotti e poi invece conclusi molti anni dopo proprio da Filippino Lippi, allievo di Sandro Botticelli.

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