Iniziativa patrocinata da Comune e Regione

Firenze, concerto-evento per Terzani a 10 anni dalla morte

di Domenico Coviello - - Cronaca

 

Tiziano Terzani

Tiziano Terzani

FIRENZE – Un evento commemorativo pubblico (ma con ingresso a pagamento: 12 euro) si svolgerà al Teatro dell’Opera il 28 luglio, a 10 anni esatti dalla morte di Tiziano Terzani. Così sarà ricordato il grande giornalista e scrittore: lunedì prossimo alle 21.30, al nuovo Teatro dell’Opera, musica, letture, interventi e contributi video.

Parteciperanno, fra gli altri, la moglie di Terzani, Angela, e i figli Folco e Saskia, Irene Grandi, Simone Cristicchi, Krishna Das, Bernardo Valli. Una grande kermesse che ripercorrerà la vita e l’opera di Terzani da «Pelle di leopardo» a «Un’idea di destino», passando per «Un indovino mi disse» e «La fine è il mio inizio». Ad arricchire la serata, che sarà presentata da Raffaele Palumbo e Paola Maugeri, anche la proiezione del backstage inedito della sua ultima intervista in video «Anam, il senzanome», realizzata da Mario Zanot, regista e ideatore del concerto-evento di lunedì. L’iniziativa è organizzata con il patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana e la collaborazione della casa editrice Longanesi che a lungo ha pubblicato i libri di Tiziano Terzani. Il ricavato della serata andrà a finanziare un film su Terzani, «Un indovino mi disse», tratto dall’omonimo libro, che sarà realizzato da Mario Zanot.

Tiziano Terzani morì il 28 luglio 2004 all’Orsigna, sulla montagna pistoiese, dove viveva da quando era rientrato dai suoi lunghi viaggi e dopo aver vissuto per molti anni in Cina e sull’Himalaya. Qualche giorno dopo si svolse in Palazzo Vecchio una cerimonia di addio. Inizialmente prevista nella Sala d’Arme, fu spostata nel Salone de’ Cinquecento: erano arrivate spontaneamente diverse centinaia di persone che volevano rendergli omaggio, troppe per essere contenute al piano terra di Palazzo Vecchio.

«Nell’ultimo giorno di Tiziano – ha ricordato Angela Staude Terzani, la moglie, a margine, oggi, della presentazione dell’evento di lunedì – ci fu un violento temporale: lui si era spostato dalla gompa tibetana, una casetta di legno all’esterno, in cui viveva, all’interno di casa, nel salotto. Ripeteva che ‘tutto è uno’, poiché credeva che tutti gli esseri viventi sono un’unità. Aveva capito che si avvicinava la fine e tornò nella casetta ad ascoltare musica indiana».

Tiziano Terzani è stato insieme a Oriana Fallaci uno dei maggiori giornalisti e scrittori italiani e fiorentini dal dopoguerra a oggi. Dopo la celebre lettera-pamphlet di Fallaci, che poi divenne un libro, «La rabbia e l’orgoglio», pubblicata il 29 settembre 2001 sul Corriere della Sera, all’indomani dell’attentato alle Torri gemelle di New York, Terzani volle risponderle. E pubblicò l’altrettanto celebre libro «Lettere contro la guerra», in cui sosteneva la necessità di fronteggiare le conseguenze della tragedia dell’11 settembre con un profondo ripensamento dello stile di vita occidentale, per evitare che si innescasse una spirale di guerra in risposta all’atto di guerra dell’abbattimento delle Torri gemelle.

 

 

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Domenico Coviello

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Giornalista

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