L'esperimento è già stato fatto in Emilia. Palazzo Panciatichi dovrebbe approvare subito una legge

Elezioni regionali, Toscana: Rossi vuole i disoccupati come scrutatori. Ma l’idea non è sua

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

Enrico Rossi

FIRENZE – Nella sua infaticabile verve in vista delle elezioni regionali, nelle quali sarà il candidato del Pd (proprio oggi ci sarà l’investitura ufficiale durante una conferenza stampa con il segretario toscano del partito, Dario Parrini), il governatore uscente, e probabilmente rientrante, Enrico Rossi, dopo le foto con zingari e mucche, ha lanciato un’iniziativa per ridurre i disagi di chi non ha lavoro: “È giusto che a fare gli scrutatori per le prossime elezioni regionali siano scelti i disoccupati, che potranno così ricevere un’indennità. Verificherò rapidamente se è possibile raggiungere questo scopo con legge regionale o se deve intervenire il Parlamento”.  Il governatore lo ha scritto sul suo profilo Facebook, aggiungendo: “In ogni caso voglio battermi perché questo segnale minimo di giustizia sia dato a chi si trova senza lavoro”.

A conforto dei lodevoli propositi di Rossi,  mi sembra che la nomina dei disoccupati come scrutatori sia pienamente fattibile, meglio forse se con l’ausilio di una legge regionale, per uniformità territoriale. Infatti non so se il governatore sa (ma forse sì…) che una decisione analoga è stata presa nelle ultime elezioni regionali in Emilia Romagna. Il Resto del Carlino riferisce che il 23 novembre 2014, in occasione del rinnovo del Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, 1.140 disoccupati residenti a Bologna e iscritti ai Centri per l’impiego, sono stati utilizzati ai seggi come scrutatori. Una pratica che ora verrà adottata in Emilia Romagna per ogni tornata elettorale.

L’idea del Governatore toscano non è poi così originale. FirenzePost si è documentato: scoprendo che già nell’aprile 2014 un altro Rossi, tale Fabio, portavoce del M5S di Tuscania, aveva proposto al suo sindaco, Natali, che venisse introdotta, quale titolo di precedenza ai fini della nomina ad incarichi relativi alla formazione dei seggi, la valutazione dello stato di disoccupato/inoccupato, o comunque l’appartenenza alle fasce sociali più deboli. Lo riferiva all’epoca AltoLazio.notizie it.

Ma neppure nella sua regione il presidente Rossi può vantare la primogenitura dell’idea. Di utilizzare i disoccupati per il ruolo di scrutatori lo aveva proposto, il 7 febbraio scorso, anche il Movimento 5 Stelle di Massarosa. Il tirreno, edizione versilia in quella data riferiva: «L’attuale crisi economica ed occupazionale – scrive il M5S – ha investito anche il nostro territorio, creando forti disagi sociali tra i cittadini e le istituzioni locali dovrebbero rivolgere nei confronti delle categorie disagiate tutte le attenzioni possibili per scongiurare, ove possibile, notevoli sofferenze di natura economica e sociale».

Ma dal punto di vista economico quale sarebbe il vantaggio per i disoccupati? Non eccezionale. Infatti il compenso fisso per tutta la durata degli scrutini, nelle ultime elezioni europee, è stato determinato per i Presidenti in € 120,00, per gli Scrutatori e Segretari in € 96,00. Oltre ovviamente al rimborso delle spese di viaggio. Questa è infatti la misura fissata dal ministero dell’Interno con la circolare n.7 del 30 aprile 2014. Non è una cifra esorbitante: ma, guarda caso, sempre più degli 80 euro di Renzi.

 

 

 

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