L'opera esposta al pubblico oggi, 2 aprile, giovedì Santo, dalle 18 alle 24

Firenze: tornata nella chiesa di San Carlo, in via Calzaioli, la «Deposizione» di Pietro Gerini

di Cristina Degl'Innocenti - - Cronaca, Cultura, Top News

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Deposizione di Pietro Gerini, particolare

Deposizione di Pietro Gerini, particolare

FIRENZE – Di proprietà delle Gallerie Fiorentine, la grande «Deposizione» del pittore Trecentesco, Pietro Gerini. L’opera che  misura 408 cm di altezza per 286 di larghezza e verrà svelata ai fedeli prima della Santa Messa delle ore 18 di domani, 2 aprile (Giovedì Santo),rimanendo visibile fino alle ore 24; il ritorno alla visione pubblica, potrà consentire anche di fornire nuovi elementi alla conoscenza dell’attività di Niccolò di Pietro Gerini (documentato a Firenze tra il 1368 e il 1414), uno dei maggiori protagonisti della stagione del neogiottismo di fine Trecento.

«Un’altra opera molto importante del patrimonio delle Gallerie Fiorentine – ha detto Paola Grifoni,Segretario regionale del Mibact per la Toscana – torna a occupare uno spazio di grande rilevanza sopra l’altare di una delle chiese storiche del centro di Firenze. L’impegno dei funzionari dell’ex-Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino e dell’Opificio delle Pietre Dure, con il sostegno degli Amici dei Musei Fiorentini, ha permesso il completo recupero di un’opera di grande valore storico artistico e di innegabile suggestione religiosa».  «Nei giorni in cui la Chiesa si appresta a celebrare la ricorrenza della Pasqua – ha aggiunto Maria Sframeli, responsabile delle opere in deposito esterno per l’ex-Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino -, si è voluto far tornare in San Carlo la grande tavola con la Deposizione e Resurrezione di Cristo Niccolò di Pietro Gerini, eseguita negli anni Ottanta del Trecento e, dopo il restauro, opera cardine per la riconsiderazione dell’attività del pittore». «L’opera musealizzata nel ‘700 ed esposta agli Uffizi e all’Accademia – ha sottolineato Antonio Godoli, Direttore del Museo di Orsanmichele -, ritorna nei luoghi per cui, secondo Vasari, fu dipinta; attestandone la sua natura come bene artistico e storico, di devozione e culturale insieme.»

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Cristina Degl'Innocenti

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