Le indicazioni del meteorologo Giampiero Maracchi

Meteo Toscana: «Terzo aprilante» 2015, venerdì santo, con il sole. Pasqua: ci vorrà l’ombrello. Ma a Pasquetta tornerà il sereno

di Sandro Addario - - Cronaca, Economia, Primo piano, Top News

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Tempo variabile per il week end di Pasqua

Tempo variabile per il week end di Pasqua

FIRENZE – «Terzo aprilante, quaranta dì durante». Quest’anno 2015 il famoso proverbio riguarda proprio il fine settimana di Pasqua e le attese sono molte. Vediamo intanto le previsioni per la Toscana.

Venerdì santo, proprio il 3 aprile («terzo aprilante»), il tempo è previsto su tutta la Toscana poco nuvoloso per transito di nubi alte e stratificate. Qualche tendenza ad aumento della nuvolosità solo nel pomeriggio e nella sera.

Sabato santo 4 aprile dovrebbe essere invece la giornata peggiore del fine settimana: ci saranno piogge e rovesci sparsi, più probabili sulle zone centro-settentrionali. Possibile anche qualche nevicata sull’Appennino ma a quote alte.

Pasqua, domenica 5 aprile: mattina ancora nuvoloso ma con tendenza a schiarite che dal mare si estenderanno gradualmente a tutta la regione. Temperature in calo, soprattutto le minime. Una Pasqua almeno fresca, se non fredda.

Pasquetta, lunedì 6 aprile: torna il bel tempo, con cielo generalmente poco nuvoloso. Quanto basta – sembra – per assicurare una buona giornata per la tradizionale «gita fuori porta» o una corsa al mare, anche se la temperatura resterà fresca e non mancheranno venti di tramontana.

E per i famosi 40 giorni dal «terzo aprilante»? Secondo il climatologo professor Giampiero Maracchi, occorre prima di tutto non limitarsi a guardare il cielo di un solo giorno, ma intendere la tradizione popolare, puntualmente tramandata attraverso i proverbi, come riferita ad un arco di tempo di almeno una settimana-dieci giorni. Se pensiamo che fino al 3 aprile il tempo è stato sostanzialmente buono in Toscana da diversi giorni, ci sono ragionevoli possibilità – dice Maracchi – di avere un mese di Aprile gradevole e senza significative ondate di maltempo. Fatta eccezione per la pioggia attesa proprio per nelle ore precedenti alla Pasqua.

Tutto questo non è solo legato alla tradizione popolare, ma ad una precisa osservazione scientifica. «Il tempo sulle nostre regioni – precisa Maracchi – lo porta la cosiddetta corrente a getto, un flusso d’aria ad una quota di circa 10 chilometri di altezza e che ruota rapidamente intorno alla Terra da ovest a est. Se una particella d’aria è – ad esempio – oggi su Firenze, per compiere un giro del pianeta e tornare allo stesso posto, è stato calcolato che impiega proprio circa 40 giorni». Un altro caso, tra i tanti, in cui scienza e tradizione popolare hanno una comune origine.

 

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Sandro Addario

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