Nonostante le dichiarazioni di ministri e dirigenti delle Entrate

Economia: la spesa pubblica aumenta (57,6% del Pil), come la pressione fiscale (50,3%) . Così si scopre un’altra bufala del governo

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

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Ministero finanze

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ROMA – La spesa pubblica continua a salire. La «spending review», orfana di Cottarelli, non riesce ad abbattere il livello enorme ormai raggiunto. L’Istat, riferendosi all’ultimo conto economico trimestrale del 2014, infatti certifica che le uscite totali sono cresciute del 2,6% in termini tendenziali (rispetto allo stesso periodo del 2013), con un`incidenza in rapporto al Pii del 57,6% contro il 56,1% dell`anno precedente. In particolare le uscite correnti sono aumentate del 2,3%, quelle in conto capitale del 6,6 per cento. Nel totale del 2014, l`aumento tcndenziale per le uscite totali è dello 0,8%, pari al 51,1% del Pil contro il 50,9% del 2013. In compenso la pressione fiscale aumenta al 50,3%.

SPESA – Se si guarda all`intero 2014, il maggiore incremento si concentra sulle prestazioni sociali in denaro, a quota 328,3 miliardi (contro i 319,6 del 2013), con il totale delle uscite correnti al netto degli interessi che tocca i 692,3 miliardi (erano 684 miliardi l`anno precedente). Occorre ricordare in proposito che lo scorso anno i 9,5 miliardi stanziati per finanziare il bonus Irpef da 80 euro per i redditi fino a 26mila euro è stato conteggiato non tra le minori entrate ma tra le maggiori spese per prestazioni sociali, determinando in tal modo l`impennata della relativa voce di bilancio. L`aumento delle entrate per circa 5 miliardi ha parzialmente compensato l`incremento della spesa, consentendo in tal modo di chiudere il 2014 con un indebitamento netto al 3% del Pil.

DEF – Il Documento di economia e finanza che sarà approvato la prossima settimana dal Consiglio dei ministri, provvederà all`aggiornamento delle stime per tutti i principali aggregati di finanza pubblica. Decisiva è la partita con i tagli alla spesa, cui è affidato il compito prioritario di sostituire le clausole di salvaguardia che altrimenti scatterebbero dal 2016 sotto forma di incrementi dell`Iva e delle accise su benzina e gasolio. Palazzo Chigi e il ministero dell’Economia sono al lavoro per individuare almeno 10 miliardi di risparmi da inserire nella prossima leggc di stabilità.

PRESSIONE FISCALE – Ma l’Istat ci rivela anche che la pressione fiscale a fine 2014 è salita a livelli record, raggiungendo il 50,3 per cento, con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2013. Infatti le entrate totali nel terzo trimestre 2014, in termini tendenziali, sono aumentate dello 0,8% con un’incidenza sul Pil del 55,3%, in aumento rispetto al 54,8% del corrispondente trimestre del 2013.

L’Amministrazione fiscale ha dichiarato che, per ridurre la pressione fiscale occorre moltiplicare la lotta all’evasione, che già da quest`anno dovrà cambiare strategia e mettere nel mirino soprattutto le grandi frodi Iva. Grandi promesse di Matteo Renzi e di Rossella Orlandi, ma pochi fatti. E intanto gli italiani, nonostante le smentite del governo, pagano sempre più tasse, mentre la spesa pubblica non diminuisce. Tutto il contrario di quel che l’esecutivo dovrebbe fare.

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Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

redazione@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Pierluigi

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    Siamo alle solite: siamo ancora alla ricerca sul Mugnone e dintorni della pietra filosofale di Buffalmacco e Calandrino, purtroppo senza esito.
    Il bello è che ci sono ancora molte persone che credono nelle virtù taumaturgiche dell’uomo nuovo al comando………………..

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