Crescita prudente, confermata allo 0,7%

Economia: il Consiglio dei ministri rinvia l’approvazione del DEF a venerdì 10 aprile. Non ci saranno nuove tasse

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

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Renzi e Padoan

Renzi e Padoan

ROMA – Il Consiglio dei ministri ha esaminato il Def (Documento di economia e finanza) che, ha detto il premier Renzi, sarà approvato venerdì. «Non ci sono tagli e non c’è aumento delle tasse. Da quando siamo al governo l’operazione costante è di riduzione delle tasse» ha aggiunto Renzi. «Questo Def non è una manovra, che toglie i soldi dalle tasche degli italiani, ma sta in linea con la legge di stabilità. Nel 2015 riduciamo le tasse per 18 miliardi più i 3 di clausole che eliminiamo». «Le tasse non aumenteranno, un’eventuale riduzione ci sarà nella legge di stabilità per il 2016, se saremo in condizione», ha continuato Renzi. Prima di venerdì ci sarà un incontro con i Comuni e se serve anche con le Regioni, che protestano per i troppi tagli, ma comunque anche nel 2016, 2017, 2018 continuerà la politica di revisione della spesa.

La crescita 2015 «sarà allo 0,7%», ha poi precisato il premier, spiegando che il governo ha voluto essere «prudente». Padoan ha aggiunto che l’economia crescerà dell’1,4% nel 2016 e dell’1,5% nel 2017. Le privatizzazioni, ha detto Padoan, frutteranno «in 4 anni 1,7-1,8 punti di Pil. Ora ci stiamo concentrando su Enel e Poste, ma ci sono anche altre voci come Ferrovie ed Enav. I tempi sono dominati dall’andamento dei mercati e dal tentativo di valorizzare al meglio le aziende di proprietà dello Stato». Il rapporto deficit/Pil dell’Italia sarà del 2,6% per quest’anno, dell’1,8% nel 2016, dello 0,8% nel 2017. Il debito pubblico invece si attesterà nel 2015 al 132,5% del Pil, scendendo nel 2016 al 130,9%, fino al 123,4% del 2018.

Questi i numeri dati dal Governo, ma le attese sono rinviate a venerdì, quando si conoscerà il testo definitivo del Def, con i particolari del programma che l’esecutivo intende seguire per il 2015, ma anche per gli anni futuri. Stando a quanti annunciato non ci saranno aumenti di tasse (ma nemmeno le diminuzioni che da tempo Renzi promette, rinviate al 2016) e anche il progressivo aumento dell’Iva, derivante dal possibile scatto delle clausole di salvaguardia sembra scongiurato. Le prospettive non sono dunque negative, speriamo bene, anche se finora gli annunci del governo non sono mai stati confortati dalla realtà successiva.

 

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