Il parametro di riferimento dal 2013 era lo stipendio del primo presidente della Cassazione

Spesa pubblica: ridotti gli stipendi dei manager. Dal 2014 percepiscono max 240.000 euro

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Ministero economia e  finanze

Ministero economia e finanze

ROMA – Il Tesoro fotografa i primi effetti della stretta sugli stipendi dei manager delle società non quotate controllate dal Mef. La ricognizione è sul 2013, quando erano scattati i primi adeguamenti con il limite massimo di 311 mila euro. Interessate, nel 2013, 6 società, quelle che hanno rinnovato i cda, su un totale, si legge nel dossier, di 20. E’ quindi un quadro ‘in movimento’, che ha colto i primi effetti della spending review. Nel frattempo con le ultime novità la soglia per gli stipendi è scesa ulteriormente a 240 mila euro.

RELAZIONE – La relazione, firmata dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, è stata inviata al Parlamento il 15 gennaio di quest’anno. Nel 2013 il vincolo dei 311 mila euro, corrispondente al trattamento economico annuale del primo presidente della Corte di cassazione, comprensivo di tutti gli emolumenti spettanti in virtù della carica ricoperta, ha “trovato concreta applicazione esclusivamente nei confronti delle società non quotate, direttamente controllate dal ministero dell’economia e delle finanze, i cui consigli di amministrazione sono stati rinnovati nel corso del 2013”, ovvero Anas, Invitalia, Coni Servizi, Sogin, Mefop e Invimit. In tutto sei. Nel dettaglio, Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, ha visto scendere la remunerazione deliberata per l’ad, Domenico Arcuri, a 300 mila euro annui lordi. Nel triennio precedente, 2010-2013, l’importo era di 750 mila euro, considerando la parte variabile. Lo stesso è accaduto per l’amministratore unico di Anas, Pietro Ciucci, passato a 301 mila euro da 750 (calcolando il valore massimo della parte variabile). Hanno dovuto tagliare per stare nei ranghi anche il Coni, al rinnovo del Cda per il nuovo ad sono stati previsti 240 mila euro (nel triennio precedente erano 320 mila euro). Sforbiciata anche per la Sogin (da 551 a 242 mila euro).

ENTI – Il ‘Rapporto sullo stato di attuazione del Regolamento relativo ai compensi per gli amministratori con deleghe in Società non quotate, direttamente controllate dal Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2013’, era stato previsto, con cadenza annuale, dal decreto ministeriale di fine 2013. Il documento definisce anche il perimetro dei soggetti coinvolti, spiegando che sono escluse le società che emettono strumenti finanziari quotati, sia di natura azionaria che obbligazionaria (non vi rientrano quindi Enel, Eni, Finmeccanica, Ferrovie dello Stato italiane, Poste italiane e Cassa depositi e prestiti). Per altri ragioni restano fuori anche altre società. Quelle interessate sono quindi di fatto 20: dall’Anas alla Rai, da Invitalia al Coni, dall’Istituto Luce-Cinecittà, all’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, dalla Sogei all’Enav, passando per la Consip.

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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