Lo studio riguarda i 27 maggiori cantieri in Italia

Grandi opere: cattedrali nel deserto con costi alle stelle

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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L'inchiesta Tav a Firenze

L’inchiesta Tav a Firenze

Le grandi opere,soltanto in Italia, si trasformano spesso  in cattedrali nel deserto (vedi La Maddalena), spesso in crocevia di tangenti e indagini della magistratura, ma soprattutto sono idrovore che succhiano fondi pubblici. Tutti i governi, chi più chi meno, inseriscono invariabilmente tra le priorità la costruzione o l’ammodernamento di infrastrutture perché, è noto, movimentano soldi e creano posti di lavoro, ma invariabilmente moltiplicano le spese.

TAV – Per la Tav il costo originario di 15 miliardi euro è lievitato a 32 miliardi, il triplo di quanto speso da Francia e Spagna. Secondo le stime si arriverà a 57 miliardi. Per non parlare del Ponte sullo Stretto, che adesso sembra caduto nel dimenticatoio. Il Cipe nel 2003 aveva stimato un costo per la costruzione di 4,7 miliardi poi lievitato fino a 8 miliardi e mezzo. Fino ad oggi tra progetti e voci varie sono stati spesi 420 milioni. Per il Mose, fino all’inizio dell’inchiesta che ha travolto molti protagonisti,  sono stati già spesi 5 miliardi, mentre in Olanda un’opera analoga è costata un terzo. C’è poi il caso limite della Salerno-Reggio Calabria. I lavori cominciati nel 1964 stanno procedendo (si fa per dire) da 12 anni, a fronte di una previsione di 4 anni. Per realizzare 443 chilometri sono stati spesi 368 miliardi di lire, doveva costare la metà.

CGIA – L’Ufficio studi della Cgia, in questo quadro poco esaltante, ha scelto le 27 opere di maggiore dimensione (a partire da un costo di 2,3 miliardi), come da delibera del Cipe del 2001. A seguito di questa prima stima ci sono state delle integrazioni in corso d’opera con l’aggiunta di varianti. L’indagine della Camera, presa a base per l’ulteriore analisi della Cgia, ha valutato per il periodo 2004-2014 che 97 opere hanno subito un aumento dei costi del 40%. La Cgia precisa che il programma dell’intero piano definito dalla Legge obbiettivo ha raggiunto i 383,8 miliardi di euro alla fine del 2014. Sebbene lo stato di avanzamento di queste 27 grandi infrastrutture prosegua con una velocità molto contenuta, le risorse da reperire per terminare i lavori sono ancora molte. A fronte di un costo per l’ultimazione dei lavori stimato al 31 dicembre 2014 in 223,6 miliardi, all’appello ne mancano ben 134,6 miliardi, pari al 60% del totale.

MI-BO-FI – Si comincia dalla tratta ferroviaria ad alta velocità Milano-Bologna-Firenze. Se nella delibera del Cipe del 2001 era previsto un costo di quasi 1,3 miliardi di euro, al 31 dicembre scorso la mega opera, ormai quasi ultimata, è costata oltre 13 miliardi di euro, pari ad un incremento del 917 per cento.E’ escluso ovviamente il costo e lo scostamento per il sotto attraversamento di Firenze e la costruzione della stazione Foster, che sono anch’esse attualmente oggetto d’inchiesta penale.

JONIO – Altrettanto significativo è lo scostamento tra il preventivo di spesa e il costo sostenuto finora per la realizzazione del corridoio Jonico, ovvero la «Taranto-Sibari- Reggio Calabria». La nuova statale Jonica, una nastro di strada a 4 corsie di quasi 500 Km, doveva inizialmente costare poco più di 3 miliardi di euro: ad oggi il costo preventivato si aggira sui 20 miliardi di euro (+551%).

VALTELLINA – Anche l’aumento di spesa sostenuto per la realizzazione della strada statale n°38 della Valtellina (variante Morbegno dallo svincolo di Fuentes allo svincolo di Tartano) è stato da capogiro: +401%. Se inizialmente l’investimento doveva essere di 481 milioni di euro, dopo 13 anni la spesa prevista è salita a 2,5 miliardi di euro circa.

APPALTI – Ogni grande opera è un susseguirsi di battute d’arresto, integrazioni e varianti rispetto al progetto iniziale. In Francia occorrono 24 mesi per l’esecuzione di vari tratti autostradali compresi tra 20 e 44 km. Tre anni è stato il tempo di realizzazione del grande ponte autostradale di Millau, nel Sud della Francia, lungo più di 2,5 km e alto 341 m, più della Torre Eiffel. I costi e i tempi sono stati rispettati, ma in Francia di questi progetti si occupano organismi statali e prefetti, senza interventi di regioni e autonomie locali. Tre anni sono i tempi medi della Gran Bretagna per eseguire opere di medio importo (30 milioni di euro), con scostamento usuale non superiore al 5% tra costi preventivati e costi finali. In Spagna per realizzare i 59 km della nuova Metrosud di Madrid sono stati impiegati 36 mesi.

Questa è la realtà dell’Europa civile, che sembra quasi un mondo di marziani rispetto al nostro paese, nel quale dobbiamo inventarci un’Autorità anticorruzione (speriamo che sia veramente efficace) e dove ogni opera rilevante finisce quasi sempre sotto la lente d’ingrandimento della magistratura.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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