La firma di Rossi con il viceministro Carlo Calenda

Toscana, investimenti dall’estero: intesa Governo-Regione per moltiplicare l’attrattiva

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

Stampa Stampa
Enrico Rossi (a sinistra) stringe la mano a Issad Rebrab (al centro), presidente di Cevital

Enrico Rossi (a sinistra) e Issad Rebrab di Cevital (al centro) che ha comprato la Lucchini di Piombino

FIRENZE – Vendere sempre meglio il «marchio» Toscana all’estero. Per trovare investitori che portino denaro fresco, facciano impresa sul territorio regionale, contribuiscano a evitare che si perdano i posti di lavoro, rivitalizzando un’economica in difficoltà.

Questo il sottinteso dell’accordo firmato oggi 8 aprile tra il governatore Enrico Rossi, il viceministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, e Andrea Napoletano dell’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane.

Esulta Rossi: «Fra le regioni italiane, la Toscana è la prima a firmare un’intesa del genere e il nostro – ha detto il presidente toscano – è un autentico, riconosciuto, modello di governance interistituzionale». La  Toscana «ha ottenuto un prestigioso riconoscimento dal Financial Times, come migliore regione del sud Europa per la strategia sugli investimenti esteri nel biennio 2014/2015».

Fra gli esempi di multinazionali presenti in Toscana, Rossi cita la giapponese Yanmar (che ha aperto – a Firenze e non a Parigi – il proprio centro europeo di ricerca sui motori) e l’americana Powerone (che ha stabilito vicino ad Arezzo un centro di ricerca per le energie rinnovabili); la tedesca Dialog Semiconductor (con un centro ricerca e design di seminconduttori a Livorno) e l’algerina Cevital (che ha rilevato la ex Lucchini per dar vita a un’attività agroalimentare e a un centro logistico, oltreché a far ripartire la produzione di acciaio). Inoltre: la General Electric che ha consolidato la sua presenza a Firenze e Massa creando un unico centro logistico a Collesalvetti e annunciato un importante progetto su Piombino; la francese Mcphy che produce pile e idrogeno e ha deciso di investire a Ponsacco, Eli Lilly nella farmaceutica, Corporation America nel polo aeroportuale, Laika, Thales, Continental, Ikea, Whirpool, Gucci, Kedrion, Masol, Lionstone …

Sono oltre 420, in Toscana, le imprese estere attive: con oltre 35 mila dipendenti diretti e più di 15 miliardi di fatturato, vengono soprattutto da Nord America, Unione Europea e Giappone ma stanno arrivando anche da Cina, Sud-America e Nord-Africa. Su 95 manifestazioni di interesse dal 2011 alla fine del 2014, sono 44 quelle che si sono tradotte in investimenti: per un valore di 1,55 miliardi con 3.352 posti di lavoro cui si deve aggiungere un indotto stimabile con un più 3% di occupazione aggiuntiva nelle imprese interessate.

È dalla fine del 2010 che, in Regione Toscana, presso la presidenza, è stato costituito un ufficio ad hoc per collaborare, insieme a Toscana Promozione, nell’attrazione e accompagnamento di investitori stranieri: 20 i protocolli d’intesa e 3 gli accordi di programma firmati.

Quattro le principali forme di collaborazione inserite in un accordo firmato questa mattina in Palazzo Strozzi Sacrati che ha validità triennale e che adesso dovrà essere seguito da piani operativi annuali di azione (il primo entro 90 giorni): avviare un “confronto strutturato” per favorire l’attuazione di strategie e strumenti; fornire assistenza agli investitori stranieri già presenti in Toscana ma anche alle imprese italiane che offrono opportunità di investimento su questo territorio; condividere un sistema informativo su normative, incentivi nazionali e locali; svolgere attività congiunte di carattere promozionale per favorire gli investimenti diretti esteri in Toscana.

Tag:, ,

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.