Dovrebbe sostituire sette imposte precedenti

Fisco. La nuova local tax frutterà 26 miliardi, ma non sono previsti aumenti di tasse comunali

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Local tax

Local tax

Nel Def, il documento di economia e finanza che contiene i progetti del governo su tasse e tagli e sarà domani in Consiglio dei Ministri, c’è un intero capitolo dedicato alle imposte sulla casa, imposte che il governo punta a semplificare annunciando l’introduzione – nel corso del 2015 – di una nuova local tax, che unifichi Imu e Tasi e semplifichi il numero delle imposte comunali, mediante un unico tributo/canone in sostituzione delle imposte e tasse minori. Vediamo come l’esecutivo intende procedere sulla ‘Local tax’. Le opposizioni già denunciano il probabile aumento dei tributi locali.

LOCAL TAX – La promessa è a pagina 18 della bozza del Programma nazionale di riforme: “Per semplificare il quadro dei tributi sugli immobili il governo ha annunciato l’introduzione nel corso del 2015 di una nuova local tax che unifichi Imu e Tasi e semplifichi il numero delle imposte comunali, mediante un unico tributo/canone in sostituzione delle imposte e tasse minori”. La riforma dovrebbe essere approvata già quest’anno ed essere pronta così ad entrare in vigore il primo gennaio 2016.

GETTITO AI COMUNI – La sostituzione di una serie di tasse comunali con la Local Tax porterebbe in un’unica soluzione 26 miliardi di euro nelle casse dei Comuni italiani. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA di Mestre che ha elencato le principali imposte/tasse comunali e i relativi gettiti che potrebbero essere sostituiti dalla nuova “tassa unica” che i Sindaci dovrebbero applicare a partire dal 2016. Tra Imu e Tasi (21,1 miliardi di euro), l’addizionale comunale Irpef (4,1 miliardi di euro), l’imposta sulla pubblicità (426 milioni di euro), la tassa sull’occupazione degli spazi e aree pubbliche (218 milioni di euro), l’imposta di soggiorno (105 milioni di euro) e l’imposta di scopo (14 milioni di euro), il gettito totale si aggira sui 26 miliardi di euro: soldi che i Sindaci dovrebbero incassare con la Local Tax.

SEMPLIFICAZIONE – “L’eventuale semplificazione della tassazione comunale – segnala il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – renderebbe più facile pagare le tasse: una richiesta che i cittadini e le imprese invocano da tempo. Ma oltre a semplificare bisogna anche ridurne il peso, visto che a partire dal 2011, ultimo anno in cui gli italiani hanno pagato l’Ici, la tassazione su botteghe, piccoli negozi e uffici ha subito un’impennata spaventosa, a causa dell’introduzione dell’Imu e, successivamente, della Tasi”.

ANCI – Per i sindaci – in rivolta per i tagli previsti dall’ultima legge di Stabilità – potrebbe essere una novità importante, poichè la nuova local tax assorbirà tutti i tributi comunali sugli immobili e, se approvata entro l’autunno, permetterà ai consigli di approvare bilanci di previsione credibili. Sarebbe la prima volta dopo anni di incertezze: il leader dell’Anci Piero Fassino ha calcolato 27 leggi in poco più di tre anni. Imu prima e seconda casa, Tasi, addizionale Irpef, tutte le piccole tasse, come il passo carrabile, saranno unificati attorno a un solo tributo. A dicembre, prima che il dossier fosse congelato, a Palazzo Chigi si erano fatte anche delle simulazioni: l’aliquota standard avrebbe dovuto valere il 2,5 per mille innalzabile fino al 5 per mille, e con una detrazione fissa di cento euro per i redditi bassi. “Quelle erano le prime ipotesi”, spiega una fonte di governo.

Speriamo che unificazione e semplificazione non preludano a un aumento complessivo di tassazione sulla casa, già gravata enormemente. La fame di soldi che manifestano comuni e enti locali in genere non promette niente di buono. Renzi ha anticipato che nel DEF non ci sono aumenti di tasse, ma le sue promesse finora sono state vere solo in parte.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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