L'intervento del governo sulla sparatoria e le polemiche sulla sicurezza

Milano, dopo i tre omicidi in tribunale. Renzi: «Chi ha sbagliato pagherà». Alfano: «Giardiello voleva uccidere ancora»

di Paolo Padoin - - Cronaca, Primo piano

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Il ministro Angelino Alfano

Il ministro Angelino Alfano

MILANO – Dopo gli attacchi delle opposizioni e i rilievi di Magistratura democratica, anche il governo fa sentire la sua voce sulla grave vicenda dei tre omicidi al Tribunale di Milano e sulle evidenti falle del sistema di sicurezza.

RENZI – Il premier Renzi ha assicurato il massimo impegno del governo per chiarire tutta la vicenda: «Oggi è accaduta una cosa gravissima e incomprensibile. Abbiamo dato un mandato molto forte a fare massima chiarezza sulle falle del sistema che ci sono state, perché è impensabile e impossibile che si sia potuto introdurre un’arma in un tribunale. Chi ha sbagliato pagherà».

ALFANO – “Quello che è successo a Milano è qualcosa di gravissimo e inaccettabile, che non doveva succedere”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in una conferenza stampa. Ed ha aggiunto che Claudio Giardiello, dopo esser fuggito dal Tribunale, era diretto da un altro dei suoi ex soci quando i carabinieri di Vimercate lo hanno intercettato nelle vicinanze del centro commerciale “Torri Bianche” di Vimercate. Forse voleva chiudere i conti anche con lui dopo la strage al Tribunale di Milano. E’ stato preso perché i carabinieri hanno riconosciuto scooter e targa.

ORLANDO – Il ministro della Giustizia Andrea Orlando in conferenza stampa in Procura a Milano ha dichiarato che “dalle prime indicazioni degli uffici giudiziari possiamo evincere che i sistemi di sicurezza tecnologici erano funzionanti ma evidentemente il sistema nel suo insieme ha visto il compiersi di errori gravi su cui ci saranno indagini. Abbiamo chiesto che le indagini siano il più rapide possibili per stabilire le responsabilità su questa vicenda ma anche sull’adeguatezza della sicurezza degli uffici giudiziari”. E ha informato di aver deciso di convocare nei prossimi giorni tutti i procuratori generali per trarre elementi utili a una ricognizione complessiva del sistema. Ha aggiunto: “Desidero ringraziare i vertici degli uffici di Milano ci hanno dato subito indicazioni utili e volontà di reagire a questa vicenda che è all’altezza della storia di questi uffici e di questa città.”

Un commento? Dal governo parole e buone intenzioni, che non basteranno a soddisfare gli inquietanti interrogativi che politici, operatori della giustizia e semplici cittadini si pongono su un sistema di sicurezza che, in vista dell’inizio dell’Expo, proprio a Milano dovrebbe essere al massimo dell’efficienza.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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