Sotto tiro i ministri Orlando e Alfano

Milano, tribunale: un metal detector era rotto. Bufera sul governo Renzi per la scarsa sicurezza

di Redazione - - Cronaca, Politica, Top News

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Si soccorrono i feriti davanti al tribunale di Milano

Si soccorrono i feriti davanti al tribunale di Milano

MILANO – Dopo il cordoglio per la strage in tribunale a Milano, quasi subito sono esplose le polemiche sulla sicurezza: come è stato possibile che Claudio Giardiello sia entrato nel Palazzo di Giustizia con una pistola. Risulta che all’edificio si possa accedere da quattro entrate, tutte presidiate da guardie giurate. Per poter entrare è necessario svuotare le tasche dagli oggetti metallici e oltrepassare un metal-detector. Un testimone avrebbe riferito che questa mattina uno degli apparecchi, quello dell’ingresso laterale di via Carlo Freguglia, era rotto. Ma sarebbe bastato sbarrare l’accesso da quel lato.

MINISTRI – Il guardasigilli Andrea Orlando, interpellato a margine di una seduta al Senato, ha affermato: «Non ci sono mai arrivate segnalazioni su un deficit nelle strutture. Bisogna capire se ci sono state delle falle». A Milano era presente il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che presiedeva un Comitato per la sicurezza dell’Expo 2015.

OPPOSIZIONI –  Il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni,ex ministro dell’Interno, presente anche lui in Prefettura ha esclamato: «È sconvolgente e inconcepibile che uno possa entrare in Tribunale con un’arma, che una persona qualunque riesca ad entrare con una pistola». Daniela Santanchè, deputato di Fi, attacca: «L’Isis è alle porte e ci minaccia ogni giorno, tra pochi giorni avrà inizio l’Expo: il nostro Paese dovrebbe essere ipersicuro invece è ridotto a uno scolapasta. Ci spieghi Alfano – e lo faccia in fretta – come si fa ad entrare armati in un tribunale come è avvenuto oggi a Milano». E il deputato grillino Alessandro Di Battista su Facebook: «Come diavolo è entrato?».

MAGISTRATURA DEMOCRATICA – Quanto accaduto a Milano è “un fatto gravissimo che colpisce magistrati, avvocati, professionisti e cittadini e il primo pensiero va alle vittime e ai loro familiari”.  Lo afferma Anna Canepa, segretario di Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe. Che aggiunge però: resta un problema di fondo, “non si devono versare lacrime solo quando scorre il sangue; serve rispetto e attenzione per la delicata funzione dei magistrati e occorrono risorse per garantire la sicurezza dei tribunali, che costituisce un problema grossissimo”.

 

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Commenti (1)

  • Giovanni

    |

    Ormai è inutile parlare di bufera sulla scarsa sicurezza. Sono tantissimi i luoghi dove ci dovrebbero essere maggiori controlli ed invece questi scarseggiano. Purtroppo il tutto è legato da una scarsità dei fondi che va ad aggravarsi a causa di una cattiva gestione degli stessi.

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