Si è svolta dalle 23 alle 2 lungo la ferrovia dell’Alta Velocità

«Treno in fiamme in galleria tra Firenze e Bologna»: tutte le immagini dell’esercitazione Mugello 2015 (Video)

di Sandro Addario - - Cronaca

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FIRENZE – Ambulanze e mezzi dei Vigili del Fuoco stanotte nei pressi della galleria «Vaglia» lungo la linea ferroviaria dell’Alta Velocità Firenze-Bologna. Due convogli fermi, un Frecciarossa in fiamme e un treno Italo che lo segue. Panico tra gli oltre 150 passeggeri, da portare in un’area sicura.

Si è trattato – per fortuna – solo dell’esercitazione di Protezione Civile «Mugello 2015» che si è svolta tra le 23 di venerdi 10 e le 2 di sabato 11 aprile, in orario di non circolazione dei treni «regolari». Lo scopo era di collaudare il sistema di intervento tecnico urgente e di soccorso e assistenza ai viaggiatori previsto dai piani di gestione dell’emergenza in galleria delle ferrovie.

L’esercitazione prevedeva che su un Frecciarossa, partito dalla stazione di Firenze Campo Marte (con a bordo circa 160 «volontari/attori») si fosse sviluppato un incendio per la disattenzione di un viaggiatore che, salito precipitosamente sul treno con la sigaretta in mano, aveva lasciato il mozzicone ancora acceso nel cestino portarifiuti del bagno dell’ultima vettura. Il contenuto prende lentamente fuoco, c’è fumo. Un passeggero, preso dal panico, taglia i lacci piombati della maniglia di sicurezza delle porte del vagone, provocando l’arresto del treno, che nel frattempo ha raggiunto e in parte superato la galleria «Vaglia».

Come prima risposta a questa situazione, è stata simulata l’interruzione della circolazione dei treni e tolta la corrente elettrica alla linea ferroviaria per consentire l’avvio in sicurezza delle attività dei Vigili del Fuoco che hanno utilizzato un mezzo bimodale strada-rotaia per spegnere le fiamme. A poca distanza si blocca il treno seguente, un Italo di NTV, a bordo del quale si è ipotizzata una rapina e una colluttazione tra passeggeri – presi dalla paura del buio in galleria – e la difficoltà degli equipaggi del 118 di arrivare sul posto per soccorrere i feriti, nonché della Polizia Ferroviaria per arrestare il rapinatore.

L’esercitazione – voluta per verificare e ottimizzare i sistemi di sicurezza e di intervento incassi del genere –  è stata coordinata dalla Prefettura di Firenze e svolta sotto la direzione tecnica dei Vigili del Fuoco di Firenze, anche con un mezzo Ucl, Unità di comando locale. Vi hanno preso parte il Gruppo delle Ferrovie dello Stato (RFI – Direzione Territoriale di Bologna – Trenitalia Divisione Passeggeri Long Haul), la Società NTV, il Servizio di Protezione Civile della Città Metropolitana di Firenze, il 118 di Firenze, il comune di Scarperia e San Piero, il Compartimento di Polizia Ferroviaria per la Toscana, i Carabinieri per garantire sicurezza e viabilità al di fuori dell’area, il Coordinamento Operativo Provinciale del Volontariato di Protezione civile di Firenze e la Croce Rossa Italiana.

 

FOTOGALLERY (a cura del Centro Documentazione Video dei Vigili del Fuoco della Direzione Toscana)

 

 

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Sandro Addario

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Commenti (2)

  • pierluigi

    |

    Durante gli anni ’30 l’esercitazioni guerresche del Regio Esercito, forte di 8 milioni di baionette, venivano eseguite di frequente, per “mantenersi in forma”. Di seguito, quando dovevamo “spezzare le reni alla Grecia”, se non ci fosse stato l’intervento in Jugoslavia delle truppe tedesche, ci si poteva aspettare che la Puglia fosse occupata dai greci.
    Queste esercitazioni di disastri vari servono, a parer mio, solamente a spendere soldi, in quanto il vero evento infausto è imprevedibile nei luoghi e nelle modalità, vedi alluvioni, terremoti e pazzi scatenati.

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    • Sandro Addario

      Sandro Addario

      |

      Da lettore mi consenta di non condividere, questa volta, le sue opinioni, sempre puntuali e pertinenti. Coordinamento ed esercitazioni sono fondamentali specie nel soccorso pubblico, quando la sicurezza e (non di rado) la vita delle persone si decide nel giro di minuti. Quante volte abbiamo letto (e scritto) “Ritardi nei soccorsi” oppure “poteva essere salvato in tempo” ? Troppe. Credo che, in questi casi, qualche litro di gasolio e qualche ora di straordinario (o di recupero) per il personale impegnato siano ben spesi. Magari questi costi potrebbero essere recuperati cancellando le ancora troppe facilitazioni a chi viaggia in treno gratis, con tessera di libera circolazione. Ma questo è un altro discorso. Con i migliori saluti

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