Ora è vietato sbagliare la partita di giovedì a Kiev

Fiorentina, batosta anche a Napoli: 0-3. Ed era buono il gol di Higuain. Ma doveva essere espulso Koulibaly per la testata a Vargas. Pagelle

di Sandro Bennucci - - Primo piano, Sport, Top News

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Il pallone calciato da Higuain sbatte sotto la traversa, supera la linea di porta e rimbalza in campo

Il pallone calciato da Higuain sbatte sotto la traversa, supera la linea di porta e rimbalza in campo

NAPOLI – Chissà che cosa c’era nel cielo della Fiorentina, dal punto di vista astrale, in questi giorni. Fatto sta che i viola, dopo essersi giocati la finale di Coppa Italia con la Juve, hanno praticamente salutato anche la possibilità di lottare per il terzo posto. Cosa difficile anche per il Napoli, deluso e arrabbiato, che tuttavia vince con un punteggio sontuoso e scavalca di nuovo la squadra viola in classifica. Squadra diventata, in poco più di una settimana, la bruttissima copia di quella che aveva brillantemente battuto la Sampdoria alla vigilia di Pasqua. Una squadra, quella mandata in campo da Montella, per nulla incisiva in avanti, scarsa e prolissa a centrocampo e praticamente nulla in attacco. Brutta la sberla: un tre a zero perentorio. Il Napoli è rinvivito: ha mostrato più capacità e astuzia. E probabilmente gli manca un gol: per quel pallone calciato con violenza da Higuain nel primo tempo, rimbalzato sotto la traversa, oltre la linea di porta, e tornato in campo. L’occhio di falco avrebbe indotto l’arbitro Damato a concedere il punto. Lui, invece, non ha visto. E  il suo collaboratore sulla linea di fondo, Di Bello, nemmeno. Se ne discuterà molto. Ma c’è un altro gravissimo errore del direttore di gara he a molti è sfuggito: la testa di Koulibaly a Vargas, sempre nel primo tempo. Ci sarebbe stato bene il rosso diretto per il francese.  Le testate volontari non possono essere tollerate. Direte: ma Vargas non ha riportato seri danni. Non importa: una testata vale un pugno. Forse è addirittura peggio. Tutto questo, in ogni caso, non giustifica una Fiorentina con poche attenuati tecniche e tattiche. Fraseggi orizzontali, ma mai un vero guizzo vincente. Neanche Salah merita la sufficienza. Insignificante e addirittura balbettante. Aspettiamo di rivedere il fenomeno delle settimane scorse. E per fortuna che, ancora una volta, Neto ci ha messo una pezza impedendo a Higuain di segnare un gol che sembrava  fatto, dovuto a un clamoroso liscio di Savic che ha permesso al giocatore argentino di presentarsi solo davanti al portiere viola.  Ma Neto è un gatto con sette vite: ha chiuso lo specchio della porta e Higuain è rimasto come annebbiato. Gli è rimasto solo una via di fuga verso il fondo dove l’occasionissima è sfumata. Ma  il Napoli ha poi largheggiato lo stesso. E c’è di peggio: mai, in questa stagione, la Fiorentina ha perso due partite consecutive. E c’è poco tempo per recuperare. Giovedì, a Kiev, i viola si giocano l’ultima possibilità di conquistare qualcosa, ossia la semifinale di Europa League. Ma ci vorrà gran carattere. La speranza? Che dopo aver toccato il fondo ci possa essere la capacità di riscattarsi. MONTELLA – Il San Paolo è una polveriera. L’atmosfera intorno al Napoli, eliminato dalla Lazio nella semifinale di Coppa Italia, è cupa. Pochi gli spettatori ma limitata anche la contestazione. Gli azzurri si affidano a Higuain, l’asso di sempre, e anche a Gabbiadini per risorgere.  Formazione a trazione anteriore, dunque. Fra i viola, feriti dalla Juve a in Coppa, in difesa torna Richads e manca Gonzalo. A centrocampo rientrano Badelj e Kurtic, ma davanti manca la punta pura. Montella prova la combinazione offensiva: con Salah affiancato da Ilicic e Vargas. Il Napoli si fa pericoloso con Gabbiadini (7’) su punizione respinta. Poi (9’) Basanta rischia l’autorete anticipando Higuain e mandando in angolo un traversone di Mertens per il centravanti argentino. I viola ribattono (13’) con un lancio di Borja Valero per Salah, fermato da un’uscita avventurosa, fuori area, di Andujar. A metà campo si dà molto da fare Mertens, ma Montella infittisce la rete di interdizione intorno a lui. Il 4-3-3 iniziale diventa 4-4-2. In effetti la ragnatela viola funziona. L’unico limite è la manovra d’attacco: Salah risulta troppo isolato. Il Napoli cerca la ripartenza giusta e la trova. Al 24’ Mertens scende pericolosamente, Richards non lo affronta, lo lascia entrare in area e l’azzurro avanza fino al momento giusto per mirare sul secondo palo: Neto battuto. Uno azero. Ahi, che pasticcio! Un gol bello, ma per il cinquanta per cento è un pacco regalo del difensore inglese, in prestito dal Manchester City. MOVIOLA – Il Napoli cerca il colpo da kappaò: Neto è provvidenziale nell’uscita su Higuain. La Fiorentina tiene molto il pallone, ma i fraseggi a tre quarti sterili e s’infrangono sulla difesa azzurra. Che però consentono al Napoli di ripartire. Higuain (35’) scappa via, arriva al limite dell’area, lascia partire un gran tiro: il pallone sbatte sotto la traversa e il replay mostra che è andato oltre la linea di porta. Ma il rimbalzo in campo tradisce l’arbitro e il collaboratore di linea. Onestamente la palla sembra entrata. E ora tornerà il tormentone sulla moviola in campo. Arriverà l’occhio di falco.  Facciamocene una ragione. Poco dopo un brutto episodio: Koulibaly e Vargas si scontrano, il giocatore del Napoli cade e, quando si rialza, colpisce il peruviano con una testata. L’arbitro, troppo salomonicamente, li ammonisce tutt’e due. Le testate intenzionali vanno sempre punite con l’espulsione. I viola potrebbero comunque pareggiare (44’) con Borja Valero su angolo di Pasqual. Ma la conclusione è alta e fuori. Che dire? Un primo tempo tutto sommato bruttino da parte della Fiorentina, sempre brqavina nel palleggio ma per nulla efficace davanti e, purtroppo, vulnerabile in difesa. Il gol di Mertens era evitabile. E bisognava impedire che Higuain si accomodasse il pallone per quel gol annullato che farà invocare la  moviola per almeno una settimana. BATOSTA – L’intervallo è dominato dal gol fantasma. Che poi tanto fantasma non era. In avvio di ripresa subito il cambio: entra Mario Gomez ed esce Ilicic. La mossa sembra condivisibile. La Fiorentina si mostra più intraprendente. Borja Valero (7’) costringe Andujar a una gran parata, ma l’arbitro fischia il fuorigioco dello spagnolo.  Seconda sostituzione viola: fuori Vargas e in campo Joaquin. Nel Napoli, Benitez sostituisce Gabbiadini con Hamsik. Gli azzurri potrebbero chiudere la partita (21’) dopo un liscio spaventoso di Savic che permette a Higuain di arrivare solo davanti a Neto. Ma è il portierone che annebbia il centravanti, gli nasconde lo specchio della porta, lo costringe ad andare sul fondo, a sinistra, da dove l’azione sfuma. Grande rischio corso dai viola! Ma bravissimo, ancora una volta, Neto. Montella non sa a che santo votarsi. Poi lo trova: Pizarro, tenuto fporse fuori per la trasferta di giovedì a Kiev, in Europa League, prende il posto di Badelj.  Non serve a niente perché (26’) Callejon imbecca bene Hamsik in area: Marek batte inesorabilmente Neto. Due a zero. Addio Fiorentina. Che avrebbe la possibilità di dimezzare lo svantaggio al 42’, ma Borja Valero, da ottima posizione, non trova la porta. E permette al Napoli di chiudere con un punteggio sfavillante: 3-0 per il gol nel finale (44’) di Callejon. Punizione dura. Ora rwesta l’Europa League. A Kiev Montella e la malmessa formazione viola non possono sbagliare.

Napoli – Fiorentina

Napoli (4-2-3-1)) Fiorentina (4-3-3) 
Andujar6Neto7
Maggio6,5Richards4,5
Albiol6Savic5
Koulibaly5Basanta5
Strinic6Pasqual6
Gargano6,5Badelj (nel st dal 24' Pizarro, sv)5
David Lopez6Borja Valero5,5
Callejon7Kurtic5
Gabbiadini (nel st dal 18' Hamsik, 6,5)6,5Vargas (nel st dal 13' Joaquin, 5,5)5,5
Mertens (nel st dal 35' Zuniga, sv)7Salah5
Higuain (nel st dal 30' Insigne, sv)6,5Ilicic (neo st dal 1' Gomez, 5)5
All.: Rafa Benitez7All.: Vincenzo Montella5
Arbitro:Damato di Barletta4
Marcatorinel pt al 24' Mertens; nel st al 26' Hamsik e al 44' Callejon
NoteAmmoniti: Koulibaly, Vargas, Strinic, David Lopez

Sandro Bennucci

Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
sandro.bennucci@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Pierluigi

    |

    Come ai tempi di Prandelli, dovevamo essere belli…..
    Sembra una maledizione ma la storia si ripete: al terzo anno gli allenatori che sono partiti con delle belle premesse, invece di concludere al meglio, chiudono sempre in negatvo.
    Anche questa stagione si chiuderà maluccio: in campionato sicuramente, perchè il terzo posto ipotizzato da Andrea Della Valle è già andato, e con una squadra così scombinata diventa molto difficile andare avanti in Europa League.
    Nel calcio è molto difficicile fare previsioni, ma un dato di fatto emerge chiaro: a questa squadra mancano gli attributi.

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