Secondo un sondaggio della Confesercenti

Fisco: il 730 precompilato si avvia al flop. Solo un contribuente su quattro lo riempirà da solo

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Fisco, Politica, Primo piano, Top News

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il 730 precompilato

il 730 precompilato

ROMA – Il 730 precompilato potrebbe essere un clamoroso flop. Si avvicina l’ora X della rivoluzione web del fisco: dal 15 aprile sul sito delle Entrate sarà a disposizione il modello di 730 precompilato, che potrà essere accettato o modificato online direttamente dal contribuente. Un’innovazione importante: eppure saranno pochi quelli che sfrutteranno l’occasione per fare da soli la dichiarazione dei redditi: solo il 25%, mentre quasi il doppio (47%) continuerà a rivolgersi al Caf e il restante 28% chiederà aiuto al commercialista.

Questa realtà, triste per il fisco che aveva puntato molto su quest’ operazione per conquistare i cittadini,emerge da un monitoraggio Confesercenti-SWG, che ci informa come la sfiducia non dipenda dalla poca conoscenza, da parte dei contribuenti, di questo nuovo supposto ausilio, ampiamente pubblicizzato dal governo. La ‘rivoluzione copernicana’ del fisco è infatti già nota alla maggioranza assoluta dei contribuenti, vale a dire l’85% dei contribuenti che solitamente presentano il modello 730.

GIUDIZIO – In generale, il giudizio dei contribuenti sull’iniziativa è ancora misto: la maggioranza relativa (il 41%) non si è ancora fatta un’opinione, mentre per il 34% si tratta di una semplificazione utile. Ma c’è un 21% degli intervistati che già la boccia, ritenendola poco efficace. “I dati del nostro sondaggio – spiega la Confesercenti – dimostrano come non sia sufficiente portare online le dichiarazioni per avere una vera semplificazione. Il fisco in Italia è molto complesso, e gli italiani ritengono di dover ricorrere all’assistenza dei professionisti. Senza l’apporto dei Caf infatti, il 730 precompilato potrebbe rivelarsi un flop”.

CAF – Per questo secondo Confesercenti, ‘va rivista la scelta di addossare a Caf e commercialisti la responsabilità non solo per le sanzioni, ma addirittura per l’imposta. Una scelta che costringe i centri di assistenza fiscale, anche nel caso di dichiarazioni sbagliate a causa di documentazione errata o manchevole presentata dal contribuente, a pagare in sua vece non solo la sanzione, ma anche l’imposta mancante e i relativi interessi. E a doversi rivalere, successivamente, sul contribuente stesso, con tutti i prevedibili oneri del caso. Una semplificazione forse utile per l’amministrazione tributaria, mache porta ad aggravi ed incertezze aggiuntive per i centri di assistenza fiscali.

 

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Camillo Cipriani

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