Rienzi (Codacons) protesta contro Renzi (presidente del consiglio)

Sicurezza nelle scuole: una priorità sempre rinviata. Ancora un crollo in un edificio a Ostuni

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

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La scuola di San Giuliano di Puglia

La scuola di San Giuliano di Puglia

Nonostante le promesse e le sparate di Renzi e del suo governo, in particolare del ministro Giannini – che ha garantito a più riprese scuole sicure – , continuano i crolli pericolosi nelle scuole italiane. Questa volta per fortuna non c’è scappato il morto, ma la mattina del 13 aprile si è sparso il terrore in una scuola del Brindisino: il soffitto di un’aula della scuola elementare Pessina di Ostuni è crollato durante le lezioni e due bambini e una maestra sono rimasti feriti e sono stati portati in ospedale. Durante la lezione improvvisamente si è staccata la parte centrale dell’intonaco del solaio, un pezzo di circa sei metri quadrati e spesso almeno tre centimetri, ed è caduta sui banchi. La scuola era stata di recente sottoposta a interventi di ristrutturazione.

RIENZI – Questo fatto dimostra il presappochismo con cui vengono curate le opere pubbliche in Italia. Il quasi omonimo del Presidente del Consiglio, Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha affermato: “Ancora un caso di soffitto che crolla in una scuola italiana, a dimostrazione dello stato di fatiscenza in cui versano gli istituti scolastici nel nostro paese. Sono anni – si legge nella nota – che denunciamo il degrado delle scuole italiane, che come dimostrano i frequenti crolli di soffitti e intonaci, cadono letteralmente ‘a pezzì, ma nessuno interviene. Una situazione che rappresenta un potenziale pericolo per studenti, insegnanti e personale scolastico. Ci chiediamo che fine abbiano fatto il Piano generale di edilizia scolastica che obbligava il Ministero dell’Istruzione ad adottare precisi provvedimenti in materia, e il famoso piano sulle ‘scuole sicure’ annunciato dal premier Renzi che prevedeva 400 milioni di euro per 2400 interventi a partire dal 2015. Intanto gli istituti scolastici continuano a perdere pezzi, e speriamo non si debba arrivare – come sempre accade in Italia – ad una vera e propria tragedia per vedere finalmente ascoltate le nostre richieste in fatto di sicurezza”.

Rienzi contro Renzi, dunque, ma queste legittime domande e richieste se le pongono tutti i cittadini di buon senso.

RENZI – Non sarà inutile, a questo punto, ricordare tutte le promesse di Renzi in tema di edilizia scolastica. Si inizia addirittura alle prime settimane di mandato. “Un piano per le scuole – 3,5 miliardi – unità di missione – per rendere la scuole più sicure e rilanciare l’edilizia”, si leggeva nella slide numero 20 mostrata durante la conferenza stampa del 12 marzo 2014. dal Presidente del Consiglio  Il 27 marzo, poi, parlando ai parlamentari del Pd, il premier ribadiva: “I 3,5 miliardi ci sono”. Un mese dopo tornava sull’argomento: “Abbiamo tolto dal patto di stabilità” questi interventi, “saranno 3,5 miliardi di euro” (Radiocor, 23 aprile 2014). Alla fine lo stanziamento nel Def 2014 fu di un miliardo e 94 milioni, come annunciò poi lo stesso premier il 4 luglio successivo.

Secondo una ricerca di Legambiente però ancora più di 41 mila edifici scolastici italiani hanno bisogno di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza.

GOVERNO – La coordinatrice della struttura di missione di Palazzo Chigi per l’edilizia scolastica, Laura Galimberti, ci ha ricordato che: “nel 2014 sono stati cantierati 633 interventi per la messa in sicurezza delle scuole (progetto #scuolesicure)”, di cui oltre 300 già conclusi. Ricorda poi gli oltre 400 cantieri del progetto #scuolenuove e i due decreti ministeriali per interventi antisismici, oltre ai prossimi provvedimenti su efficienza energetica e mutui a carico dello Stato (oltre 800 milioni).

SICUREZZA- Si tratta di un segno di buona volontà e d’impegno, ma non ancora sufficiente. I nostri ragazzi e gli insegnanti debbono poter essere al sicuro all’interno degli edifici scolastici; i genitori affidano i loro figli allo stato perché ne curi l’istruzione, ma nel massimo della sicurezza. Che ancora non c’è dappertutto.

CROLLI E MORTI – Sono stato testimone, da prefetto prima di Campobasso e poi di Torino, di due episodi tragici ed emblematici: il crollo della scuola di San Giuliano di Puglia del 31 ottobre 2002, nel quale persero la vita 27 bambini e la loro insegnante, e successivamente il crollo di un soffitto del liceo Darwin di Rivoli, nel torinese, che causò la morte di un ragazzo di 17 anni, Vito Scafidi. Già fin da allora politici e amministratori giurarono che questi episodi non si sarebbero mai più ripetuti e promisero solennemente che la sicurezza nelle scuole sarebbe stata la priorità delle priorità. Ma i risultati non si vedono: i crolli continuano.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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