Hanno firmato una lettera aperta che vogliono far arrivare anche alla Presidenza del Consiglio

Firenze, i detenuti di Solliccianino: «Perché al posto nostro gli internati dell’Opg di Montelupo?»

di Sandro Addario - - Cronaca

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Solliccianino

FIRENZE – «E di noi, dei nostri percorsi di vita e di reinserimento, chi se ne occupa?». Non mollano i detenuti del carcere a custodia attenuata Mario Gozzini (più noto come Solliccianino), preoccupati di dover tornare, almeno parte di loro, nelle carceri ordinarie per far posto agli internati gravi che saranno spostati dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino, destinato alla chiusura. E per chi resterà al Gozzini si profila il «condominio» forzato, anche se diviso da costosi lavori di ristrutturazione, con i nuovi ospiti.

Così i detenuti di Solliccianino hanno preso carta e penna e per la seconda volta in pochi giorni hanno scritto una lettera aperta (e firmata) destinata alle Istituzioni e ai mezzi d’informazione. Sembra anche che verrà inoltrata anche alla Presidenza del Consiglio.

Nel mirino (della penna) gli amministratori della Regione Toscana che «per colmare i loro ritardi riguardo all’applicazione della legge sul superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) decidono in poche ore, prima di rischiare il commissariamento, di individuare la struttura penitenziaria a custodia attenuata e a trattamento avanzato di Firenze proponendo di trasferirci in massa gli internati che da Montelupo dovranno trovare una nuova collocazione».

Tante le contraddizioni secondo gli estensori della lettera. «Le altre 5 strutture individuate per l’inserimento degli internati in Toscana sono tutte residenze sanitarie che, con spese ragionevoli in quanta già attrezzate per ospitare dei malati , potranno accogliere alcuni piccoli numeri di internati. La sesta doveva essere Villanova, situata sulle colline di Careggi, ma ci dicono che il Sindaco si è opposto lamentando che la struttura era situata in una località troppo vicina all’ospedale pediatrico Meyer». «Ma – obiettano i detenuti di Solliccianino – se la preoccupazione fosse davvero quella, giusta e legittima, di mettere spazio tra i “matti cattivi ” ed i bambini, ci si sarebbe dovuti curare dei bimbi dell’asilo nido che si trova dall’altra parte della strada a non più di 100 metri da qui e delle case di edilizia residenziale e popolare prospicienti». Preoccupazione dunque per gli abitanti di Careggi e disinteresse dunque – a quanto sembra – per quelli della zona di Sollicciano.

Una frecciata anche verso il vicepresidente della Giunta Regionale Stefania Saccardi: «Ha detto che mantenendo i “matti cattivi ” al di là del muro di cinta di Solliccianino si garantisce la sicurezza dei cittadini. Perché, se ha questi comprensibili timori, non rinnega la Legge Marino che abolisce gli OPG e , di conseguenza molto meno ipocritamente si prende la responsabilità di farli restare a Montelupo che tale garanzia la offre da sempre? Perché spendere altri milioni di soldi pubblici per adattare un carcere e non utilizzare quegli spazi e quei locali per i quali non più di 5 anni fa si spesero più di 7 milioni?».

«Si vuole trasformare in polo di eccellenza psichiatrica – scrivono ancora da Solliccianino – un luogo che da oltre 25 anni è un luogo per il reinserimento di persone come noi che certo hanno sbagliato ma non hanno compiuto efferati delitti! Perché rinunciare a ben 90 posti di reclusione e 35 di semilibertà?».

«Chiediamo – conclude la lettera – alle persone che si sono spese in questi giorni affermando che questa sarebbe una struttura adeguata con un “grande spazio verde” di venirsi a fare un giro qua all’interno, con la necessaria attenzione per capire davvero cosa stanno proponendo di distruggere».

Ecco il testo completo della lettera aperta dei detenuti di Solliccianino

 

 

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Sandro Addario

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