Decisiva la partita di ritorno al Franchi, il 23 aprile

Europa League: la Fiorentina sovrasta la Dinamo, ma strappa il pari solo al 92′ con Babacar (1-1). Pagelle

di Sandro Bennucci - - Primo piano, Sport

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Un intervento su Gonzalo su Lens, autore del gol della Dinamo Kiev

Un intervento su Gonzalo su Lens, autore del gol della Dinamo Kiev

KIEV – Ha il piede felice, Babacar, negli ultimi istanti della partita. Entrato nel finale al posto di Mario Gomez, indovina una mezza rovesciata al limite dell’area piccola e riesce a spedire il pallone in rete. E’ il gol dll’uno a uno: quello che pareggia il conto (dopo la fortunosa conclusione da lontano di Lens nel primo tempo) e permette alla Fiorentina non solo di uscire imbattuta da Kiev, ma soprattutto di mettere una seria ipoteca sul passaggio del turno. Perché i viola avrebbero meritato di vincerla, questa partita. Per questo mi sento di scrivere che la semifinale non è lontana. Naturalmente se tutto fila come si deve e i viola non si fanno cogliere da black out improvvisi e disastrosi come quelli capitati nel ritorno di Coppa Italia con la Juve, oppure a Napoli.  Ma onestamente bisogna riconoscere che la Fiorentina ha giocato bene, ha fatto la partita. Nel secondo tempo ha stretto la Dinamo alle corde, pressandola in tutti i modi, fino a quando non è riuscita a sbattere in rete quel pallone grazi al bel gesto atletico di Baba. Che cosa è mancato? I viola spendono tanto e ottengono poco. Anche nel primo tempo la m,anovra è stata sciolta e fluida fino al limite dell’area: dove poi ha sbattuto sempre contro l’ordinato muro difensivo ucraino. Salah? Bravo, ma quando ha tentato la fuga verso la porta con la sua ormai nota azione a palla avanti, è stato spesso strattonato e picchiato. Senza che l’arbitro mostrasse troppo impegno per fischiare falli o alzare cartellini gialli.  Bene Borja Valero e Joaquin. Oscuro ma efficace Badelj. Quasi mai in partita Mario Gomez. Ora il pensiero corre alla prossima settimana. Nel ritorno al Franchi basterebbe lo zero a zero, ma per esperienza sappiamo che occorre vincere per agguantare la semifinale e sognare la finale di Varsavia, il 27 maggio.

ARBITRO – Manca Pizarro. Che non è nemmeno in panchina. Montella affida la regìa a Badelj in un centrocampo nutrito, dove Joaquin è pronto ad avventarsi pericolosamente in avanti. Dove Gomez è affiancato da Salah. Nella Dinamo  non c’è un uomo importante: l’ex genoano Veloso. Ma non manca il giocatore più estroso: Yarmolenko. La Fiorentina appare ben messa in campo e si presenta subito. Al 12’ Salah conquista un bel pallone nella trequarti viola e scappa via, fa quasi quaranta metri e serve al bacio Joaquin, in area, che tira al volo. Il pallone incoccia sul corpo e sul braccio sinistro di Khacheridis. Rigore? I viola lo reclamano. L’arbitro fa finta di nulla. Non se la sente di indicare il dischetto in questo stadio? L’augurio è che questo signor Marciniak, polacco, non sia un altro Ovrebo. Ossia il famigerato fischietto norvegese che impedì ai viola di eliminare il Bayern Monaco. Salah comunque imperversa. Ma anche Tomovic scende spesso sulla destra: al 22’ un suo traversone costringe il portiere ucraino a una difficilissima parata. Prima sostituzione della Dinamo: fuori Antunes, idolo locale, infortunato a una caviglia. Entra Vida che va sulla sinistra a occuparsi di Salah, coadiuvato da Dragovic. Borja Valero (25’) porta avanti un buon pallone a sinistra, scambia con Gomez, quindi interviene Salah che si trova a 7-8 metri dalla porta ma calcia male e piano. Peccato: era realmente una palla-gol.

LENS – Fiorentina assai intraprendente. Azione corale (31’) con protagonisti Joaquin, Borja e Mati Fernandez che alla fine tira, mancando la porta solo di una trentina di centimetri. Ma è il segnale che la Viola c’è, gioca spavalda e dimostra un dinamismo e una capacità di manovra che non si vedono spesso in Europa, soprattutto in trasferta. Però, proprio  nel suo momento migliore, la Fiorentina prende il gol: Yarmolenko si  muove bene a tre quarti, serve Lens che, da fuori area, lascia partire un tiro maledetto. Perché viene deviato, inganna Neto e va a infilarsi con millimetrica precisione nell’angolo alto, alla sinistra del portiere viola. Gol! Non crede ai suoi occhi il giocatore del Suriname , valorizzato in Olanda. I viola per fortuna reagiscono. Ma mostrano un limite, il solito: arrivano spesso in area e non riescono a piazzare la botta risolutiva. Vecchio problema.  E la valutazione del primo tempo della Fiorentina ruota intorno a questa difficoltà. I viola mettono la Dinamo alle corde, ma vanno negli spogliatoi sotto di un gol. Il calcio riserva anche paradossi come questo. In avvio di ripresa, la Dinamo mostra più intraprendenza e aggressiva. Però Montella non se ne cura: vuole la squadra più alta, con piglio offensivo. Salah cerca di farsi largo fra le maglie difensive della Dinamo, viene strattonato e  preso per la maglia, ma l’arbitro non alza mai il cartellino giallo.

BABACAR – La Fiorentina pressa, la Dinamo è alle corde: sta annidata nella sua tre quarti e trova più raramente le ripartenze del primo tempo. Vogliamo dirlo? I viola dominano a lungo, fanno ancora la partita, ma non riescono a trovare lo spazio per tirare. Gomez? Si vede poco. Ma resta in campo quando Montella decid di fare il primo cambio: infatti toglie Joaquin per inserire Vargas.  La musica purtroppo non cambia. Gli ucraini soffrono palesemente, ma non mollano. Soprattutto picchiano: ne sa qualcosa Salah (29’) che fa il diavolo e quattro, inseguito da tre avversari che tentano in tutti i modi di abbatterlo. L’arbitro non è severo con i padroni di casa: alza il giallo quando non può farne a meno. Quindi ci si mette la sfortuna: al 31’ Borja Valero, appostato vicino alla porta, colpisce di testa il palo destro. Sì, è sfortuna.   Montella decide che è il momento di richiamare in panchina Gomez per provare a fra gol con Babacar.  Non basta: in campo anche Aquilani. Fuori lo stanco Borja Valero. Ed è un vero assedio. La Fiorentina non ci sta a perdere, ma se  non tiri non la butti dentro. I fraseggi e il dominio del pallone non bastano. Il finale è un assalto tipo fort Apache. Che viene espugnato proprio al 92’: rimessa laterale di Tomovic, palla a Mati Fernandez, traversone al centro, dove Babacar e Aquilani si danno anche noia, ma Baba riesce a tentare una mezza rovesciata e ha il piede felice: pallone in rete. Uno a uno. Pareggio meritatissimo. Dopo due sconfitte (Coppa Italia e campionato) i viola colgono un risultato davvero positivo. E  il 23 aprile, al Franchi, nella partita di ritorno di questi quarti di finale, i viola non potranno sbagliare.

Dinamo Kiev – Fiorentina

Dinamo Kiev (4-3-3) Fiorentina (4-3-3) 
Shovkovskiy6,5Neto6,5
Danilo Silva5,5Tomovic6
Khacheridi6Gonzalo Rodriguez6
Dragovic6Savic6,5
Antunes (nel pt dal 23' Vida, 6)svAlonso5,5
Rybalka5,5Mati Fernandez6
Sydorchuk (nel st dal 22' Belanda, 5)5,5Badelj6
Buyalskiy5Borja Valero (nel st dal 38' Aquilani, sv)7
Lens (nel st dal 34' Chumak, 6)6,5Joaquin (nel st dal 22' Vargas, 6)6
Teodorczyk5Salah7
Yarmolenko6,5Gomez (nel st dal 32' Babacar, 6,5)5
All.: Rebrov6All.: Montella6,5
Arbitro:Marciniak (Polonia)5
Marcatorinel pt al 37' Lens; nel st al 47' Babacar
NoteAmmoniti: Dragovic, Gomez, Alonso, Khacheridi, Lens, Tomovic

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
sandro.bennucci@firenzepost.it

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