Ma non mancano tensioni fra chi teme una vera invasione. Lo stop del sindaco di Prato

Toscana, centinaia di profughi in arrivo: il prefetto Varratta pronto a requisire ex caserme e allestire tendopoli

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Primo piano

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Immigrati nel centro di accoglienza di Lampedusa

Immigrati nel centro di Lampedusa

FIRENZE – L’emergenza profughi coinvolge pesantemente, anche e soprattutto in questi giorni, la Toscana. Lo scorso 15 aprile sono arrivate 50 persone, appartenenti a un gruppo di immigrati che, sbarcati in queste ultime ore sulle coste della Sicilia, vengono «redistribuiti» dal Ministero dell’Interno in tutt’Italia. Ma ora sono previsti altri due massicci arrivi: fra oggi, sabato 18 aprile, e lunedì 20 aprile giungeranno almeno 100 persone, e poi, in un secondo momento, altre 150. Il fatto è che l’emergenza sta mandando in tilt i sistemi di protezione e accoglienza in tutt’Italia: ogni giorno, ormai, sbarcano sulle coste siciliane, calabresi e pugliesi migliaia di persone – giovani, bambini, donne incinta – provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente, in fuga da guerre, fame, carestia. E si sta scatenando un’ondata di tensione fra i cittadini.

SINDACI – Dalle Prefetture fanno sapere che alcuni sindaci si sono dichiarati disposti alla collaborazione, nell’ottica dell’accoglienza diffusa, a piccoli gruppi. Ma dalla prefettura di Firenze, in previsione di altri massicci arrivi, è stato lanciato l’invito alla «requisizione di capannoni, caserme dismesse ma agibili e, in extrema ratio, aree dove allestire tendopoli».

MONTEMURLO – Nonostante la buona volontà dei sindaci in alcune occasioni c’è stata una reazione negativa da parte della popolazione. Ad esempio due giorni fa, a Montemurlo, alle porte di Prato, si sono create tensioni perché 14 eritrei – due famiglie – arrivati nelle ultime ore sul territorio sono stati sistemati in due appartamenti di AbitCoop gestiti da cooperative sociali. Il resto del condominio non l’ha presa bene: anche perché era all’oscuro dell’arrivo dei nuovi vicini.

LO STOP DI BIFFONI – Il sindaco di Prato Matteo Biffoni in quanto delegato Anci all’immigrazione, ha dichiarato: «Il nostro territorio sta facendo un grande sforzo ma oggettivamente – prosegue Biffoni – siamo arrivati a numeri difficili da gestire. Il tetto massimo che ci siamo dati, in base all’accordo regionale, è 245 profughi». «In questo momento – aggiunge l’esponente Anci – è utile ricordare che molte regioni, soprattutto al Sud, stanno vivendo momenti di sofferenza per far fronte al gran numero di sbarchi. Tra l’altro mi sembra evidente che se lo sforzo non fosse nazionale tutti sarebbero legittimati a fare un passo indietro, quindi ognuno deve fare la propria parte e, lo ribadisco, non solo in Italia».

ENRICO ROSSI – Intanto il Governatore, Enrico Rossi, ha più volte ribadito che la Toscana continuerà a seguire il modello di accoglienza diffusa, mentre il prefetto di Firenze, Luigi Varratta, come abbiamo detto, si prepara all’accoglienza nelle caserme e allestendo tendopoli, temendo che il modello toscano non possa reggere di fronte a massicci arrivi nel prossimo futuro.

E L’EUROPA? – È prevedibile però che, se il flusso di sbarchi continuerà con questo ritmo e non si troverà il modo di smistare i profughi anche nel resto di Europa, le nostre strutture, già al collasso, non reggeranno e ci sarà il rischio di conflitti sociali fra emarginati.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Pierluigi

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    Con le nostre potenti ed orgogliose forze armate, potremmo fare uno sbarco (come fecero nel 1944 ad Anzio le forze statunitensi) su di un tratto dei millecinquecento kilometri di costa libica, istituire una bella testa di ponte, magari aiutati dalle forze armati francesi, già esperte per la “primavera araba” di alcuni anni addietro, e costruirci in pochi mesi (vedi edifici del dopo terremoto a L’Aquila) una bella città.
    Fatto ciò, visto che le nostre navi bordeggiano a poche decine di miglia dalla costa libica, trasferirei i profughi in questo ameno posto, invece di inviarli nei centri di accoglienza italiani, che oltre ad essere abbastanza pieni mi sembrano dei ghetti, tanto che l’unione europea tra qualche mese ci manderà una nota di biasimo, se non come torturatori, come raccattati.

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