Misura precauzionale disposta dalla Usl 8

Meningite in Valdarno: profilassi a 300 persone dopo la morte della ragazza di Montevarchi

di Redazione - - Cronaca

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L'ospedale Santa maria alla Gruccia a Montevarchi

L’ospedale Santa maria alla Gruccia a Montevarchi

AREZZO – Più di 300 persone in Valdarno si sono sottoposte a profilassi antibiotica contro la meningite, dopo la morte di Anna Limongello, la ragazza di 31 anni deceduta ieri 18 aprile all’ospedale Santa Maria alla Gruccia di  Montevarchi dopo due giorni dal ricovero.

Si tratta di una misura precauzionale da un possibile contagio batterico da meningococco di tipo C, come quello che per la giovane ragazza è stato letale. Tra quanti si sono sottoposti allo specifico protocollo, i sanitari che sono venuti in contatto con la donna, i familiari, gli amici, i colleghi di lavoro del negozio di Montevarchi, dove Anna era commessa. Poi altre persone che hanno motivato la loro vicinanza nei 10 giorni precedenti.

In queste ore, riferisce la Usl 8, sono arrivate chiamate da parte della provincia di Arezzo, ma anche da quella di Firenze, Siena e Prato alla continuità assistenziale (ex guardia medica) per avere dettagli. Molte di queste chiamate si sono risolte chiarendo i termini del possibile contagio. La Usl 8 in queste ore ha ringraziato i familiari e tutti coloro che hanno fornito aggiornamenti e indicazioni per accelerare il lavoro di profilassi. Il servizio di igiene pubblica della Asl ricorda che rimangono attivi gli uffici e gli ambulatori, ai quali ci si può rivolgere.

 

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