Dirigerà la Scuola internazionale di Sciences Po

Enrico Letta: «Sono sereno e lascio il Parlamento». L’ex premier va a fare il professore a Parigi

di Redazione - - Cronaca, Politica

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Enrico Letta: si dimette da parlamentare non dal Pd

Enrico Letta: si dimette da parlamentare non dal Pd

ROMA – L’ex presidente del Consiglio Enrico Letta abbandonerà dal prossimo 1 settembre il suo seggio di parlamentare alla Camera dei deputati: andrà a fare il rettore alla Scuola di Affari internazionali dell’Università di Parigi – «Sciences Po». Il suo seggio (venne eletto nelle Marche) sarà ereditato dalla prima dei non eletti del Pd: Beatrice Brignone, 37 anni e due figli, di Senigallia, civatiana. Si era candidata anche al congresso cittadino del Pd, perso per pochi voti. Di lei ci sono foto di un anno fa, quando, nella tragica alluvione del 3 maggio a Senigallia, spalava fango e acqua.

«Mi dimetto dal Parlamento. Non dalla politica, non dal Pd. Da questo Parlamento», ha fatto sapere Enrico Letta ieri sera, 19 aprile, alla trasmissione tv di Fabio Fazio «Che tempo che fa», chiosando di essere sereno come gli consigliò Matteo Renzi, che subito dopo invece lo costrinse alle dimissioni da capo del Governo per prenderne il posto di lì a poco.

Adesso l’impegno di Letta ripartirà da una «scuola di politiche» destinata a giovani dai 19 ai 24 anni. E da un nuovo lavoro, come rettore della scuola di Affari internazionali dell’Università di Parigi Sciences Po. «Non prenderò la pensione da parlamentare», sottolinea. E annuncia che il suo non è un distacco ma solo una pausa dalla politica.

La decisione, maturata negli ultimi mesi, era stata anticipata dall’ex premier al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Letta non aveva invece comunicato la notizia al suo Pd e tantomeno a Matteo Renzi: «La apprenderà ora», sorride. Poi aggiunge ironico: «Ne parleremo, i nostri rapporti sono sereni…». Una battuta al messaggio «Enrico stai sereno» che Renzi gli inviò solo poche settimane prima di prendere il suo posto a Palazzo Chigi.

Da allora, dopo la fotografia del gelido passaggio della campanella a Palazzo Chigi, i rapporti con l’attuale premier sono praticamente nulli. La ferita per Letta resta: «Per me è stata una cosa molto inaspettata, ma non solo per me…». Dalle dimissioni annunciate dal Parlamento, dal libro in uscita, dalla sua scuola di “politiche” e dal nuovo lavoro nell’università parigina. Da qui, spiegano fonti vicine all’ex premier, Letta potrebbe ripartire anche per costruire una proposta politica alternativa a quella di Renzi («Io detesto ‘House of cards'”, dice Letta della serie tv preferita da Renzi).

Di sicuro, negli ultimi mesi, il deputato Pd, che nel suo nuovo libro racconta le sue idee di «europeista convinto», ha tenuto, riferiscono le stesse fonti, contatti di alto livello con alcuni leader europei, a partire da Angela Merkel, e anche con Barack Obama. Per ora, Letta racconta così il suo progetto: «Voglio vivere del mio lavoro come ho vissuto per un po’ di anni della politica». Senza però lasciare il Pd: «Penso che il mio impegno di fondatore è l’impegno di chi crede nel grande disegno che in tanti abbiamo realizzato». Le possibili fratture nel partito? «Spero di no, sarebbe un errore da parte di tutti», risponde. La legge elettorale? «Spero che si trovi un’intesa, sarebbe la cosa migliore per tutti. La fiducia? Vedremo…».

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