In vista del Consiglio straordinario di giovedì a Bruxelles

Migranti, proposte UE: distribuire l’accoglienza in tutti i 28 Paesi aderenti. E distruggere i barconi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Primo piano

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mare-nostrum-marina-lampedusa-migranti5BRUXELLES – Giovedì prossimo il Consiglio straordinario dell’Unione europea dovrebbe esaminare e discutere i dieci punti su cui la Commissione intende concentrarsi, secondo il commissario all’immigrazione Dimitris Avramopoulos, per la soluzione dei gravi problemi causati ad alcuni Stati membri, in particolare all’Italia, che sopportano quasi da soli il peso di un’immigrazione dal Nordafrica sempre più in crescita.

UE – Tra le altre cose, Bruxelles propone «un rafforzamento» delle operazioni europee Triton e Poseidon nel Mediterraneo con «un aumento del bilancio e dei mezzi» nel perimetro del loro mandato. In un primo momento il testo parlava di «raddoppio» delle risorse e di un mandato di salvataggio in mare, non più solo di controllo delle frontiere.

ITALIA – Ma soprattutto, accogliendo una richiesta dell’Italia, l’esecutivo comunitario sarebbe orientato a stabilire un meccanismo di ricollocamento d’emergenza degli immigrati arrivati in Europa. In quest’ottica, Avramopoulos ha illustrato un progetto-pilota cui parteciperebbero i ventotto Paesi su base puramente volontaria. L’idea è per certi versi una prima eccezione al Principio di Dublino, escludendo che il paese di primo arrivo sia obbligato poi all’accoglienza dell’immigrato, in modo da redistribuire in modo più equo le domande d’asilo.

TRAFFICANTI – La Commissione propone inoltre uno sforzo per catturare e distruggere le navi dei criminali che organizzano l’immigrazione clandestina; una collaborazione tra le principali agenzie europee di sicurezza nelle indagini contro i trafficanti; l’invio in Italia e in Grecia di funzionari dell’EASO, l’ufficio europeo responsabile del coordinamento tra i Ventotto nel campo delle domande d’asilo; e l’introduzione dell’obbligo dei paesi dell’Unione di prendere le impronte digitali di tutti gli immigrati.

RIENTRO – Infine ci si propone di realizzare un programma di ritorno rapido di migranti clandestini nel loro paese, coordinato da Frontex, l’agenzia europea di controllo delle frontiere esterne dell’Unione. Le soluzioni proposte, se realizzate,  costituirebbero già un bel passo in avanti; soprattutto la redistribuzione più equa dei profughi su tutto il territorio europeo e il rinvio rapido a destinazione dei clandestini ad opera di un’agenzia apposita potrebbero risolvere i due problemi più immediati ed assillanti. Finalmente l’Europa sembra darsi una smossa. Ogni volta lo diciamo e ogni volta sono necessarie altre tragedie come l’ultima al largo della Libia per far riflettere i Ventotto Stati membri sulla necessità di affrontare concretamente la questione.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • pierluigi

    |

    Non appena sarà, giustamente, distrutto il primo barcone degli scafisti, tutte le fazioni arabe che si combattono in Libia si riuniranno per combattere “lo straniero invasore”.
    E’ successo nel 1911 nella stessa Libia, e durante la prima guerra mondiale, quando gli arabi furono quasi presi in giro dagli inglesi, tramite Lawrence d’Arabia, che aveva promesso loro la libertà.
    Basta rivedersi un poco di storia per prevedere che un nuovo Irak può essere vicino.

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