I preoccupanti dati diffusi dall'Asaps

Incidenti: bambini morti sull’asfalto, più 25% nel 2014. E il reato di omicidio stradale non c’è

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento

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Grave incidente stradale a Cecina

Grave incidente stradale

Un dato preoccupante sulle morti per incidenti stradali: nel 2014 l’osservatorio dell’Associazione sostenitori e amici della polizia stradale( Asaps) sulle vittime della strada ha registrato nella fascia tra 0 e 13 anni 997 incidenti gravi, con 65 vittime (+25% sull’anno precedente) e 1.256 feriti gravi.

ASAPS – Il Presidente Biserni ha sottolineato, riferendosi all’ultimo tragico incidente: “Vogliamo ricordare la morte del piccolo Gionatan, ucciso sulle strisce il 22 giugno 2014 a Ravenna da un pirata della strada ubriaco che ha patteggiato l’assurda pena di 2 anni e 9 mesi, a dimostrazione di quanto sia indispensabile l’introduzione del reato di omicidio stradale, per restituire un minimo di vera giustizia”.

OMICIDIO STRADALE – Ogni volta che accade un incidente mortale, causato da pirati della strada che guidano ubriachi o in preda a stupefacenti, si ripropone il problema dell’introduzione del nuovo reato di omicidio stradale, capace di consentire alla magistratura di assestare pene esemplari a chi si rende responsabile di questi atti. Che possono prevedere anche al ritiro definitivo della patente. Si sono sprecate promesse (da marinaio), prima dell’ex ministro di Giustizia, Annamaria Cancellieri (all’inizio del 2014 disse che si sarebbe provveduto con tempestività), poi anche i suoi successori e il premier Renzi si sono spesi in dichiarazioni finora non seguite da atti concreti. E sulle strade si continua a morire.

BRUXELLES – Ma si tratta di un fenomeno preoccupante anche a livello europeo. I nuovi dati presentati dalla Commissione Ue dimostrano che, dopo due anni di costante diminuzione nel numero dei deceduti sulle strade europee, nel 2014 si è registrata una diminuzione solo dell’1% di morti rispetto ai dati del 2013, mentre nei due anni precedenti si era registrata una riduzione dell’8%.

COMMISSIONE UE – “I dati pubblicati dovrebbero far suonare un campanello di allarme. Dietro questi dati e statistiche ci sono persone in lutto, mogli e mariti, madri e padri, figli,fratelli e sorelle, colleghi e amici,e ciò contribuisce a ricordarci che la sicurezza stradale richiede attenzionecostante e ulteriore impegno”. È con queste parole che la Commissaria dell’Ue per i Trasporti Violeta Bulc ha presentato le prime statistiche sulle vittime di incidenti stradali del 2014. Durante lo scorso anno, i 28 paesi dell’Unione europea hanno registrato un totale di 25.700 decessi su strada, ben 5.700 casi in meno rispetto al 2010. Pur essendo un dato positivo, però, rimane sempre lontano dall’obiettivo che l’Ue si era preposta.

OBIETTIVO – “Nei prossimi anni dobbiamo intensificare gli sforzi per raggiungere l’obiettivo prefissato dall’Ue di ridurre del 50% il numero dei decessi per incidenti stradali entro il 2020. Dobbiamo cooperare per far sì che un maggior numero di persone possa giungere sano e salvo a casa al termine di un tragitto su strada. È una delle mie priorità e dovrebbe essere una priorità di tutti i governi in tutti gli Stati membri”, continua la Commissaria Bulc.

DATI – Analizzando la relazione si nota che il numero delle vittime di incidenti stradali varia sensibilmente da Stato a Stato. I paesi dell’Unione europea che detengono il più basso tasso di mortalità su strada per l’anno 2014 sono Malta, i Paesi Bassi, la Svezia e il Regno Unito, mentre Bulgaria, Lettonia, Lituania e Romania sono i paesi in cui il tasso di mortalità è ancora molto alto.

AZIONE – Ma, se considerati in un’ottica più ampia, i dati riportati dalla Commissione europea indicano una riduzione del numero totale di vittime della strada nell’Ue pari al 18,2% rispetto al 2010. L’obiettivo che si pone adesso l’Unione europea è quello di ridurre le vittime di incidenti stradali del 50% nel periodo 2010-2020. L’Ue contribuisce attivamente in materia di sicurezza promuovendo l’applicazione del codice della strada, creando campagne educative e raccomandando continue manutenzioni delle infrastrutture, sia a livello locale che regionale. La Commissione, inoltre, sta riesaminando le norme in materia di formazione e qualificazione dei conducenti professionali per poi adottare una proposta entro la fine del 2016. Ma comunque, attendendo i ritmi lenti dell’Europa, l’Italia dovrebbe sbrigarsi ad introdurre, come chiesto da più parti, la nuova ipotesi di omicidio stradale.

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Camillo Cipriani

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