Alle 19.30 l'opera aprirà il 78° Maggio Musicale

Opera di Firenze: a poche ore dalla prima del Maggio, ancora incertezza su come sarà il «Fidelio»

di Roberta Manetti - - Primo piano

Stampa Stampa
Teatro del Maggio, il sindaco Dario Nardella e il sovrintendente Francesco Bianchi

Teatro del Maggio, il sindaco Dario Nardella e il sovrintendente Francesco Bianchi

FIRENZE – Ancora un’ultima trattativa alle 12.30, alla Città Metropolitana, fra i vertici del Maggio Musicale Fiorentino e la CGIL, a sole 7 ore dalla prima del «Fidelio» che aprirà il 78° Festival.

Alle 11, in conferenza stampa, i lavoratori, stanchi di essere tacciati di irresponsabilità, hanno chiarito ancora le loro posizioni: troppe le incertezze che permangono rispetto al futuro della cinquantina di lavoratori che saranno licenziati e che dovrebbero essere riassorbiti da Ales, società controllata dal Ministero dei beni culturali; hanno ribadito come siano eccessivamente vaghe le promesse in proposito, specie a fronte dei numerosi sacrifici che agli stessi lavoratori sono stati già chiesti per cercare di salvare il Teatro (cessione quota TFR, cassa integrazione, contratti di solidarietà, diminuzione dello stipendio a fronte dell’aumento di orario), nonostante la gestione fallimentare di questo non sia imputabile ai lavoratori stessi. Queste le ragioni che porteranno ancora al tavolo delle 12.30.

Spiega Cristina Pierattini (CGIL): «Quella dell’astensione dal lavoro non è una decisione che prendiamo a cuor leggero, non foss’altro per il risvolto che questa scelta ha sulla busta paga. Ma è l’extrema ratio di una situazione che sta degenerando: c’è la sensazione che il Ministero, d’accordo con i politici locali e i sovrintendenti, voglia svuotare i teatri affidando tutto a cooperative esterne a chiamata, trasformandoli da luoghi di produzione di cultura a spazi di intrattenimento. Lo stesso problema del conflitto d’interessi è stato accolto, riconosciuto, ma nessuno propone una soluzione, e questo è decisivo: potremmo anche firmare l’accordo migliore del mondo, ma chiunque potrebbe impugnare i licenziamenti per illegittimità». La ragione degli scioperi, spiegano ancora dalla Cgil, resta confermata ed è «la sussistenza della mancanza di garanzie nelle riassunzioni da parte del Teatro degli addetti in esubero. Continuiamo a ribadire inoltre la necessità di spostare la trattativa dal livello della città metropolitana ad un tavolo nazionale di tipo interministeriale». Fra le proposte del sindacato rientra anche quella di un distaccamento temporaneo di lavoratori presso Ales per verifiche.

Se otterranno le garanzie che chiedono, macchinisti e tecnici lavoreranno alla messa in scena del «Fidelio» nella sua interezza, altrimenti l’opera si farà in forma di concerto, coi cantanti in borghese, com’è già avvenuto per la prova generale e come potrebbe avvenire anche per la rappresentazione del 30 aprile.

Tag:,

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.