Il Rapporto 2015 di Cna

Fisco e tasse su artigiani e piccole imprese, Firenze al 5° posto in Italia: pressione al 70,9%

di Domenico Coviello - - Cronaca, Economia, Top News

Stampa Stampa

CNA TOTAL TAX RATEFIRENZE – Al quinto posto in Italia per peso complessivo del fisco sulle piccole imprese e sugli artigiani. È il record negativo di Firenze. In pratica, se nel 2015 la pressione fiscale sulle pmi arriverà al 62,2% come dato medio nazionale, nel capoluogo toscano sarà del 70,9%; e a Grosseto, 31° posto in Italia, del 64,1%.

I dati emergono dal Rapporto 2015 dell’Osservatorio Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato) sulla tassazione della piccola impresa, effettuato sui 113 Comuni capoluoghi di provincia e regione in tutta Italia. «La pressione fiscale sulle imprese – ha sottolineato il direttore Cna Toscana Saverio Paolieri – è un mostro che divora le loro risorse e il loro lavoro: le imprese fiorentine lavoreranno fino al 15 settembre per pagare le tasse; quelle di Arezzo, la città con la tassazione globale più bassa fra i capoluoghi toscani, fino al 24 luglio. E il reddito che resta alle imprese dopo aver pagato le tasse va dal 29,1% di Firenze al 43,7% di Arezzo». Ad esempio, se il reddito d’impresa è di 50mila euro all’anno, dopo aver pagato tutte le tasse i 50mila euro nel 2015 diventano a Firenze 14.544, ad Arezzo 21.838.

7 PUNTI IN 4 ANNI – Nella classifica della imposizione fiscale sui piccoli imprenditori nelle 113 città prese in esame, dopo Reggio Calabria – pressione fiscale 74,9% -, arrivano: Bologna (72,9%), Napoli (71,9%), Roma (71,7%). Al quinto posto c’è Firenze con una pressione fiscale del 70,9%: nel 2011 era il 63,9%. La tassazione più bassa fra i capoluoghi di provincia in Toscana si registra ad Arezzo (56,3%; nel 2011 era il 55,2%).

CLASSIFICA TOSCANA – Al primo posto c’è Firenze col 70,9%, poi Grosseto 64,1%, Livorno 61,6%, Pisa 61,4%, Prato 60,4%, Lucca 60,3%, Pistoia 59,6%, Carrara 59,5%, Siena 59,3%, Massa 58,7% e Arezzo 56,3%. L’Osservatorio Cna sulla tassazione delle Pmi calcola anche, città per città, il «tax free day» , cioè il giorno dell’anno nel quale una piccola impresa smette di lavorare per pagare tasse, imposte e contributi, e comincia a produrre reddito per il titolare; è un modo semplice per capire fin dove arriva in dodici mesi la mano del fisco sulle piccole imprese.

TAX FREE DAY – Il «tax free day» in Toscana: a Firenze nel 2015 il fisco ti chiede di lavorare per lui fino al 15 settembre; ad Arezzo fino al 24 luglio. La classifica toscana: Firenze (15 settembre) – Grosseto (21 agosto) – Livorno (12 agosto) – Pisa (11 agosto) – Prato (8 agosto) – Lucca (7 agosto) – Pistoia e Carrara (4 agosto) – Siena (3 agosto) – Massa (1° agosto) – Arezzo (24 luglio).

QUANTO RESTA ALLE IMPRESE – Alla fine nel 2015 quanto resta alle imprese? I calcoli sono stati fatti su un’impresa tipo: una ditta individuale manifatturiera, con un laboratorio di 350 mq, un negozio di 175 mq, 5 dipendenti, un fatturato di 430mila euro/anno e un reddito d’impresa prima delle imposte deducibili di 50mila euro/anno. A conti fatti il risultato fa cadere le braccia. Dopo aver pagato tutte le tasse i 50mila euro nel 2015 diventano: Arezzo euro 21.838 – Massa euro 20.670 – Siena euro 20.345 – Carrara euro 20.249 – Pistoia euro 20.220 – Lucca euro 19.869 – Prato euro 19.777 – Pisa euro 19.283 – Livorno euro 19.176 – Grosseto euro 17.962 – Firenze euro 14.544 (euro 18.072 nel 2011).

La sintesi dell’Osservatorio di Cna 2015

Tag:

Domenico Coviello

Domenico Coviello

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.