Per l'incapacità di Regioni e comuni

Economia: l’italia non riesce a spendere 12 miliardi di fondi Ue

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA –

Commissione europea

Commissione europea

ROMA – Uno dei problemi irrisolti in Italia è la scarsa capacità di usare i fondi europei; ci sono enormi risorse che potrebbero rinsanguare le fonti della nostra spesa pubblica, ma noi, in particolare regioni e comuni – la nostra grande palla al piede – non siamo capaci di utilizzarli per incapacità e negligenza. La Toscana, per la verità, è uno dei pochi casi virtuosi.

CGIA – Secondo un rapporto diffuso dalla Cgia l’Italia finora ha utilizzato solo 35,4 miliardi di euro dei 47,3 messi a disposizione dall’attuale tornata di Fondi strutturali, perciò dobbiamo ancora utilizzare 12 miliardi, da spendere entro dicembre 2015.   Il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi è pessimista: «Alla luce del fatto che nel 2013 abbiamo rendicontato 5,7 miliardi e nel 2014 attorno ai 7,5 appare difficile che nei pochi mesi che rimangono alla fine di quest’anno riusciremo a spendere e a contabilizzare tutta questa dozzina di miliardi».

EUROPA – Analizzando la differenza tra le risorse versate all’Unione e quelle accreditate a ciascun Stato dell’Ue tra il 2007 e il 2013, il maggior contributore è la Germania, con 83,5 miliardi di euro. Seguono il Regno Unito, con 48,8 miliardi, la Francia, con 46,5 miliardi e l’Italia con 37,8. Se, invece, prendiamo come termine di raffronto il dato pro-capite, il maggior sostenitore dell’Ue è il Belgio, con 1.714 euro. Immediatamente dopo vengono i Paesi Bassi (1.569 euro), la Danimarca (1.346 euro), la Svezia (1.195 euro), la Germania (1.034 euro), il Lussemburgo (997 euro), il Regno Unito (759 euro), la Francia (707 euro), la Finlandia (689 euro), l’Austria (674 euro), l’Italia (623 euro) e Cipro (197 euro). Tutti gli altri 17 Paesi, invece, sono percettori netti, ovverosia hanno ottenuto più di quanto hanno versato a Bruxelles. Uno spagnolo, ad esempio, ha ricevuto 355 euro, un polacco 1.522 euro, un portoghese 2.100 euro e un greco 2.960 euro.

Anche per questo dovremmo affrettarci almeno a utilizzare tutto quanto ci è dovuto, ma i nostri politici sono in tutt’altre faccende affaccendati. Tanto i soldi per le loro spese pazze e inutili li recuperano spremendo di tasse gli italiani.

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Camillo Cipriani

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