Si discute intorno a uno dei simboli della cristianità

Firenze: il Campanile di Giotto e il derby con la Torre di Pisa. Sei conferenze dell’Opera Santa Maria del Fiore

di Cristina Degl'Innocenti - - Cronaca, Cultura

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Il Campanile di Giotto

Il Campanile di Giotto

FIRENZE – Parlare di un simbolo della città di Firenze: il Campanile di Giotto. Chi non ha alzato la testa cercandone la fine, almeno una volta nella sua vita. Fiorentini e non. Alto 84,7 metri e largo circa 15, il Campanile di Giotto è una delle testimonianza più importanti dell’architettura gotica fiorentina del Trecento. Le sue fondamenta furono scavate attorno al 1298 all’inizio del cantiere della nuova cattedrale, quando capomastro era Arnolfo di Cambio. La sua realizzazione fu affidata dall’Opera di Santa Maria del Fiore a Giotto nel 1334, ma alla sua morte, avvenuta solo tre anni dopo, i lavori furono portati avanti da Andrea Pisano che finì i due primi piani rispettando il progetto giottesco. A terminare il Campanile, nel 1359, dopo gli anni della peste nera, fu Francesco Talenti, creatore dei finestroni dei livelli alti della torre campanaria.
Il cilo di incontri promosso dall’Opera di Santa Maria del Fiore è stato deciso dopo il successo di pubblico riscosso gli incontri sul Battistero di San Giovanni, Firenze prima di Arnolfo e Michelangelo e il cantiere fiorentino. Le sei conferenze si terranno presso Il Centro Arte e Cultura a Firenze in Piazza San Giovanni 7, dal 5 maggio al 16 giugno 2015, ogni martedì alle ore 17.30. L’ingresso è gratuito e senza prenotazione fino esaurimento posti.
Il Campanile di Giotto, con la Torre di Pisa, è una delle torri campanarie più conosciute al mondo e tra le più significative della cristianità. Tema della prima conferenza sarà «La Torre Campanaria nell’architettura», a cura di Francesco Gurrieri, coordinatore dell’iniziativa e vicepresidente dell’Opera, che si terrà martedì 5 maggio. Il 12 maggio sarà la volta di Luca Giorgi con gli «Aspetti costruttivi del Campanile di Giotto», mentre il 19 dello stesso mese Bruno Santi parlerà dell’«Apparato scultoreo». Il 26 maggio Timothy Verdon affronterà invece «La teologia nelle formelle del Campanile» e martedì 9 giugno, Enrica Neri Lusanna quello relativo all’intervento di Giotto e Andrea Pisano nel Campanile. Infine, il 16 giugno sarà la volta di Paolo Spinelli con «La struttura del Campanile».

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Cristina Degl'Innocenti

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