Entrerà in vigore dal 1 luglio 2016

Italicum: il nuovo sistema elettorale è legge. La Camera l’ha approvato con 334 voti favorevoli e 61 contrari

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Top News

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ROMA – L’Italicum, la nuova riforma elettorale, è legge. Con 334 voti a favore e 61 contrari l’Aula della Camera ha licenziato a voto segreto il provvedimento in via definitiva. La legge entrerà in vigore a decorrere dal primo luglio 2016. Si tratta di un sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza. Si applicherà solo alla Camera dei Deputati e non al Senato che è oggetto di una legge di riforma che dovrebbe portare ad abolirlo. Dando vita a un Senato non elettivo.

L’Italicum è basato su 5 capisaldi: proporzionale, premi di maggioranza, soglie di sbarramento, circoscrizioni provinciali e doppio turno. Infatti l’Italicum recepisce i principi del sistema proporzionale, ma i seggi verranno calcolati su base nazionale e non provinciale, favorendo i piccoli partiti che sarebbero stati molto svantaggiati dal «calcolo provinciale».

CIRCOSCRIZIONI – Il territorio nazionale viene suddiviso in venti circoscrizioni che vengono a loro volta ripartite in 100 collegi plurinominali. Ogni collegio si vedrà attribuito un numero di seggi che va da tre a nove. Si provvederà a disegnare i collegi con un decreto legislativo del governo che dovrà essere emanato entro 90 giorni dall’approvazione della legge. Sono previste inoltre disposizioni speciali per Trentino Alto Adige e Val d’Aosta, dove vengono costituiti collegi uninominali.

SEGGI – Parteciperanno alla ripartizione dei seggi tutte le liste che riusciranno a superare alle elezioni la soglia di sbarramento del 3% su base nazionale (parecchio più bassa rispetto alla prima versione della legge, che era l’8%).Non è prevista la possibilità per le liste di collegarsi in coalizione.

PREMIO – Chi al primo turno riesce a ottenere il 40% dei consensi si aggiudica un premio di maggioranza che lo porta automaticamente ad acquisire 340 deputati (il totale della Camera è di 630), cioè oltre il 50% del totale. Se nessuna delle liste ottiene quella percentuale, due settimane dopo si torna alle urne a votare il ballottaggio tra le prime due liste “classificate” al primo turno, e chi arriva prima ottiene comunque il premio che lo porta a 340 eletti. Tra primo e secondo turno non è permessa nessuna forma di apparentamento tra liste. Le altre liste che hanno superato lo sbarramento del 3% si contenderanno 277 seggi; 13 sono riservati all’estero e alla Val d’Aosta.

CANDIDATI – Il sistema mescola capilista bloccati e preferenze. I capilista dei 100 collegi sono infatti predeterminati, cioè scelti dalle segreterie dei partiti, mentre gli altri candidati verranno scelti dagli elettori con le preferenze. Solo i capilista possono essere candidati in più collegi, al massimo dieci, e, nell’ottica di favorire la parità di genere, in ogni circoscrizione i capilista dello stesso sesso non possono superare il 60%. L’elettore potrà esprimere fino a due preferenze tra quelli che non sono capolista, di sesso diverso.

VOTO ESTERO – E’ prevista la possibilità di votare per corrispondenza nella circoscrizione estero non solo a chi risiede stabilmente fuori dai confini nazionali, ma anche a chi vi si trovi per almeno tre mesi per motivi di studio, lavoro o cure mediche.

DECORRENZA – E’ stato previsto che la legge entri in vigore a partire dal 1° luglio 2016, per dare il tempo alla riforma del Senato di arrivare in porto.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Fausta Samaritani

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    Renzi ha forzato la mano, spaccando il Pd. Come pensa, alle prossime elezioni – ammesso che le vinca – di governare per 5 anni, con solo il 55% e con un partito così lacerato e rissoso? Pensa di far fuori tutti i dissidenti, eliminandoli dalle liste? E allora, come pensa di vincere le elezioni, senza lo zoccolo duro del Pd che manovra milioni di voti? Attenzione al M5S, il Convitato di pietra di cui nessun giornale oggi parla, che potrebbe piazzarsi al 1° o al 2° posto alle prossime elezioni, andando al ballottaggio contro la coalizione guidata dal Pd.

    Legge elettorale “a babbo morto”. Mi spiego. Presuppone l’elezione della Camera, ma non del Senato che nella nostra Costituzione attuale è elettivo. E’ vero che ci sono stati i primi due passaggi della riforma del Senato non elettivo, ma già circola l’idea di un Senato parzialmente elettivo e, comunque, oggi nella nostra Costituzione il Senato è elettivo. Direte che il 1° luglio 2016 il Senato non sarà più elettivo. Appunto, validità costituzionale della Legge elettorale sarebbe “a babbo morto”. La palese incostituzionalità dell’Italicum sta nel fatto che oggi, in Costituzione, abbiamo un Senato e una Camera da eleggere.

    Vi rendete conto che al Quirinale oggi abbiamo uno dei massimi esperti di Diritto parlamentare e di Diritto costituzionale? Mattarella che non parla… che non rilascia interviste e pareri sull’attività del Parlamento… che non perde tempo a smentire eventuali voci che sarebbero circolate in ambienti a lui vicini…

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