Dopo i gravi danni nel centro di Milano

Alfano: nuove norme contro i violenti nei cortei. Per evitare devastazioni nelle città

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Primo piano

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Il ministro dell'Interno Alfano sarà il 30 luglio a Prato

Il ministro Angiolino Alfano

ROMA – Dopo le critiche ricevute dal potere politico per aver dato direttive alla Forze dell’ordine di non intervenire con la forza contro i vandali devastatori il Governo corre ai ripari introducendo norme più restrittive per i cortei di protesta, anche se applicando le norme esistenti e con maggiore rigore da parte della magistratura si potrebbero contenere comunque le violenze. Potere ai  prefetti di impedire  i cortei a rischio, arresto differito,  come avviene per gli  ultra e pene più severe per chi va alle  manifestazioni con  il volto travisato (in effetti questo reato è punito solo con pena pecuniaria). Sono queste le norme che  il ministro dell’Interno  Angelino Alfano porterà  in Parlamento  per evitare il ripetersi  di scontri come quelli avvenuti  a Milano.

ALFANO – «Uno Stato di diritto  è fondato sulle regole del  gioco – dice il ministro – e la  regola prevede che se anche  c`è l`Expo e qualcuno vuole manifestare  contro, lo deve poter  fare. Ma siccome c`è chi sporca queste  regole, noi dobbiamo  cambiarle». Alfano ha indicato tra punti:  «Più potere ai  prefetti, per impedire i cortei quando ci sono  rischi di  infiltrazioni; arresto differito, entro le 48 ore,  come avviene  per il calcio, se dalle telecamere si riesce ad  identificare  i violenti; trasformare in un vero e proprio reato  quello  che oggi è soltanto una contravvenzione, il travisamento.  Servono  pene più severe per gli incappucciati».  «Porterò in  Parlamento questo pacchetto – conclude – e voglio vedere come  reagiranno  alcune forze politiche che fino a 20 giorni fa parlavano  di  identificativo delle forze dell’ordine: il problema è identificare  le forze dell`ordine o questi qua?».

DISORDINI – Si continua  a  indagare per assicurare alla giustizia i responsabili dei  disordini,  dopo l`arresto, avvenuto sabato a Genova, di cinque  persone.  Per le autorità francesi sono veri e propri «casseur»,  ovvero  teppisti: specialisti dei disordini che in terra transalpina  avevano creato problemi e organizzato attentati.

BLACK BLOC – Le indagini hanno confermato i collegamenti fra i gruppi di violenti in Europa. Dal report  inviato alla Procura di Genova dalle autorità  di  Parigi  emerge che i cinque presunti black bloc arrestati  a Genova  per aver vandalizzato almeno sei auto in piazza  Campetto nel  centro storico di Genova  erano «professionisti dell’antagonismo di piazza».  Il capo  del gruppo Remy Hicham Errabia,  franco- marocchino di 24 anni, è un  «casseur»   noto alle cronache. Nel suo passato ci sono  scontri alle  banlieues, disordini di piazza, perfino «un’indagine  per associazione  a delinquere finalizzata alla preparazione  di un attentato  e la partecipazione ad adunale sediziose».  Nei confronti  dei cinque la Procura ha chiesto  la convalida dell’arresto  e l’applicazione della misura cautelare  proprio per evitare che possano uscire di galera, com’era successo ad altri loro colleghi a Milano.

NO TAV – Errabia era anche accusato di  aver violato un ordine  del prefetto di Torino che lo aveva  allontanato dal territorio  nazionale dopo che il 5 luglio  2012 era stato fermato a Chiomonte  in Val di Susa insieme  ad esponenti No Tav con un arsenale  all`interno di un furgone   (tute, spranghe, viti, bulloni e  maschere antigas). Il controllo  era avvenuto  nelle ore precedenti  ad una manifestazione di  protesta. Questa circostanza conferma il collegamento fra i gruppi di protesta violenta che agiscono in Europa, la cui perfetta organizzazione è stata confermata dal fatto che,  nel corso delle perquisizioni nella casa dove erano ospitati i francesi, è stata trovata  una cartina proprio della manifestazione del Primo Maggio a Milano  con i numeri degli avvocati da contattare in caso  di emergenza

La magistratura sembra adesso intenzionata ad agire finalmente col dovuto rigore, sulla base delle norme già esistenti. Non sarà male comunque che anche le Forze politiche, invece di promuovere la schedatura dei poliziotti, si affrettino ad approvare misure più severe contro i cortei violenti, in modo da permettere la più efficace azione di prevenzione e, dove necessario, di repressione.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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