Contestato l'ad Giuseppe Muzzi

Volterra, Smith a rischio chiusura: operai in corteo a Pisa. Enrico Rossi: «La fabbrica può essere salvata»

di Domenico Coviello - - Cronaca

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Gli operai della Smith di Saline di Volterra in corteo a Pisa (foto Facebook Luciano Picchi)

Gli operai della Smith in corteo a Pisa (foto Facebook Luciano Picchi)

PISA – Dura contestazione, oggi 5 maggio a Pisa, degli operai della Smith di Saline di Volterra all’amministratore delegato della multinazionale, Giuseppe Muzzi. I dipendenti della fabbrica di componentistica per l’estrazione petrolifera, che rischia di dover serrare i battenti, hanno sfilato in corteo fin sotto la Torre pendente. Prima, però, davanti alla sede degli industriali pisani, hanno espresso tutta la loro rabbia con slogan e striscioni contro l’ad Muzzi, al suo arrivo, di buon mattino, per il primo incontro tra azienda e i sindacati.

MOBILITA’ – È stata infatti aperta dal primo maggio la procedura di mobilità per i 193 dipendenti dello stabilimento di Saline. E appena ieri, 4 maggio, il sindaco di Volterra, Marco Buselli, ha reso noto di aver scritto un accorato appello al ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Oggi, invece, i lavoratori sono riusciti a raggiungere il piazzale interno alla sede degli industriali di Pisa, e hanno provato ad avvicinarsi al dirigente di Smith ma sono stati bloccati dalla sicurezza. Muzzi ha seguito la scena a distanza prima di raggiungere gli uffici. Fuori dalla sede di Confindustria si è poi svolto un presidio con oltre 200 persone composto da lavoratori e cittadini giunti da tutta la Val di Cecina supportati anche da alcuni sindaci della zona e da esponenti politici locali. Fra questi anche i sindaci di Volterra e Pisa, Marco Buselli e Marco Filippeschi.

AMMORTIZZATORI – Al termine dell’incontro fra azienda e sindacati, Andrea Pagni, delle Rsu aziendali, informando gli operai ha dichiarato che l’ad Muzzi è disponibile a valutare le proposte sindacali di ricorrere quanto più possibile agli ammortizzatori sociali e a una ristrutturazione aziendale al posto della chiusura dello stabilimento e della messa in mobilità dei suoi 193 dipendenti. «È stato un confronto serrato e anche aspro – ha spiegato Pagni – dove ciascuno è partito dalle proprie posizioni iniziali ma durante il quale siamo riusciti a far capire a Muzzi che questi licenziamenti sarebbero un colpo durissimo per tutta la Val di Cecina e quindi che la reazione dei lavoratori non potrà che essere pesante. La vertenza è appena iniziata e non dobbiamo arretrare di un centimetro. Per questo siamo contenti che oggi alle 16 il presidente regionale Enrico Rossi verrà in fabbrica per partecipare a un’assemblea con i dipendenti».

SOTTO LA TORRE – A quel punto gli oltre 200 partecipanti al presidio hanno sfilato in corteo, insieme ai sindaco del territorio che indossavano la fascia tricolore, fino alla Torre pendente incassando la solidarietà di tanti passanti e turisti. In piazza dei Miracoli gli operai hanno concluso la manifestazione a andando lo slogan «lavoro, lavoro» e cantando l’inno nazionale (sotto un momento della protesta dei lavoratori, postato su YouTube da Alessandro Rossi)

GOVERNATORE – Dal canto suo il governatore uscente e candidato alla riconferma alle prossime regionali, Enrico Rossi, ha annullato i suoi impegni elettorali di oggi pomeriggio per incontrare a Saline di Volterra gli operai della Smith che avevano intanto fatto ritorno a casa. «La Smith si può salvare – ha detto Rossi – e il modo per farlo ha già conosciuto un esperimento ben riuscito, fatto di responsabilità, ricerca, condivisione dei costi. Su questo fronte, è emblematico il caso della Whirlpool che, di fronte ai cambiamenti del mercato e alle innovazioni dei processi di produzione, poteva chiudere lo stabilimento senese ma piuttosto che andare via ha scelto un’altra strada: ha voluto consolidare le relazioni territoriali per avviare un programma di innovazione tecnologica assieme alle Università toscane e a diverse Pmi locali, a cui ha dato un contributo la Regione tramite 5 milioni di fondi europei».

CAPITALISMO CINICO – «Le ragioni del mercato – ha concluso Rossi – non possono spingersi fino alla completa deresponsabilizzazione nei confronti del territorio. Non lasceremo che le logiche di un capitalismo cinico lascino per la strada, impoverendola, un’intera area della Toscana. Il tema della responsabilità sociale d’impresa, che tanto piace alle multinazionali, non può essere solo un argomento di marketing quando le cose vanno bene, deve essere un tratto distintivo delle imprese serie e, appunto, responsabili. Whirpool e Smith incarnano ancora una volta ‘due Toscane’ che dobbiamo sforzarci di ricomporre. L’innovazione è una leva decisiva del progresso, ma se non è per tutti essa può comprometterlo».

FATTORI – Sulla vicenda è intervenuto oggi in una nota anche il candidato presidente della Regione Toscana per la Lista Toscana Sì a Sinistra, Tommaso Fattori. «Si deve porre il massimo impegno per ottenere gli ammortizzatori sociali – dice Fattori -, ma l’obbiettivo principale deve essere quello di mantenere aperto il sito e la produzione».

 

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Domenico Coviello

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