La cifra rivelata al congresso della Federazione Logopèdisti

Firenze: 700 mila bambini, ogni anno, soffrono disturbi di linguaggio. Rimedi? Anche la tombola sonora

di Redazione - - Cronaca

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scuola-bambini-zainoFIRENZE – I logopedisti mostrano cifre inquietanti: sarebbero circa 700mila i bambini che, ogni anno, soffrono di disturbi del linguaggio, compresi i figli di genitori stranieri in cui il problema e’ un allarme sommerso. Questi alcuni dati del XI Congresso Nazionale della Federazione Italiana dei Logopedisti, in corso a Firenze e in contemporanea, per la prima volta, con il nono Congresso CPLOL, quello dei logopedisti europei.

Durante l’incontro sono stati elencati una serie di approcci per aiutare il bambini con un disturbo del linguaggio: dal gioco delle imitazioni a quello del “far finta” fino alla tombola sonora e al girotondo delle rime. “Occorre sempre tenere conto delle diverse situazioni cliniche in cui un logopedista si trova a definire bisogni e interventi terapeutici in campo pediatrico – ha spiegato la presidente FLI, Tiziana Rossetto – anche perchè possono riguardare fenomeni transitori o veri e propri disturbi destinati a rimanere nel tempo”.

Queste considerazioni hanno generato negli ultimi anni approcci clinici diversificati e linee guida precise. “Al centro di tutto – ha continuato Rossetto – c’è l’efficacia di un intervento precoce, per promuovere progressi linguistici a breve termine e per ridurre gli effetti cumulativi del ritardo di linguaggio, che può influire, e molto, sullo sviluppo emotivo e sul comportamento del bambino. Ed è qui, anche data l’età del piccoli pazienti, che il gioco ha un ruolo fondamentale. Così come è fondamentale che le attività  siano ripetute anche nel contesto familiare, usando parole semplici ma di forte impatto comunicativo inserite in contesti di gioco che il bambino predilige e ne risulta attratto. E qui subentra il problema di genitori provenienti da paesi lontani, che parlano poco e male l’italiano e con i quali diventa molto complesso interagire e soprattutto capire se il bambino ha questo tipo di problemi”.

 

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