Dopo un primo tentativo fallito nella notte

Firenze: detenuto ricoverato a Santa Maria Nuova evade dopo aver dato fuoco al materasso

di Redazione - - Cronaca

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Pronto Soccorso di Santa Maria Nuova a Firenze

Pronto Soccorso di Santa Maria Nuova a Firenze

FIRENZE – Evasione con incendio, stamani, all’ospedale di Santa Maria Nuova. Un detenuto ricoverato ha appiccato il fuoco a un  materasso e, approfittando del marasma seguito al dilagare del fumo, è riuscito a fuggire. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e agenti della squadra  mobile. Altri due pazienti anch’essi ricoverati nel reparto di  psichiatria sono stati trasferiti in un’altra struttura di accoglienza dei servizi di salute mentale dell’Azienda sanitaria di Firenze  essendo divenute inagibili le stanze dell’ospedale nel centro  fiorentino. Il pronto intervento della squadra antincendio, presente sempre all’interno dell’ospedale e poi dei vigili del fuoco, ha consentito di circoscrivere le fiamme che, a un primo esame, non hanno intaccato le strutture murarie e non si sono estese ad altri locali.

Il paziente, fino a pochi giorni fa ospite della struttura di accoglienza psichiatrica Le Querce, nelle vicinanze di Sollicciano, era stato ricoverato nel reparto di Santa Maria Nuova per sottoporsi a cure ed accertamenti. Ha appiccato il fuoco una prima  volta nel corso della notte, fortunatamente subito circoscritto dalla vigilanza interna che ha anche chiamato sul posto la polizia, e una seconda volta, con maggior successo, intorno alle 9.30. Appena eseguiti gli accertamenti sui danni, che non appaiono a un primo esame consistenti, si conta di ripristinare il reparto nell’arco di pochi giorni. Nel frattempo i ricoveri vengono effettuati nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) dell’Annunziata, di  Torregalli e delle Oblate.

AGGIORNAMENTO ORE 16:42

Il paziente, un uomo di 49 anni, originario di Grosseto, era stato arrestato nel marzo del 2013 a Bologna. L’accusa per lui era quella di aver ferito a bordo di un taxi, in modo non grave, il fratello, suo tutore, poiché convinto che volesse sottrargli la pensione d’invalidità. Dopo il ferimento, però, l’uomo tenne in ostaggio il tassista, costringendolo a lunghi giri lungo le strade dell’Appennino Emiliano per far perdere le proprie tracce. Quindi provò anche a rubare l’auto, ma poco dopo fu rintracciato e arrestato dai carabinieri.

 

 

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