Verso il voto del 31 maggio

Toscana, elezioni regionali: Bianchi e Mucci, candidate civatiane, restano nel Pd

di Redazione - - Politica

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Il deputato lombardo del Pd, leader dell'alal sinistra del partito, Giuseppe Civati

Il deputato Giuseppe Civati: è uscito definitivamente dal Pd

FIRENZE – Restano in campo e si presenteranno con il Pd due candidate civatiane alle regionali in Toscana. Si tratta di Milene Mucci, carrarese, e Donata Bianchi, fiorentina. Malgrado che il loro «capo», il deputato Pippo Civati, sia uscito dal partito per quella che considera una rottura insanabile con il segretario-premier Matteo Renzi e le sue scelte politiche, le due politiche toscane non faranno la stessa scelta. Per ora, almeno.

«Civati mi ha chiamata e mi ha chiesto di andare avanti – spiega Milene Mucci -: condividiamo ugualmente alcuni valori imprescindibili che vorremmo portare in Regione Toscana. Dopo le elezioni, poi, si aprirà tutta un’altra partita e valuteremo cosa fare». «Erano mesi che Civati covava la sua insofferenza – aggiunge -. L’Italicum ha dato il colpo di grazia, ma Pippo non avrebbe voluto mettere a rischio le candidature costruite con grande fatica in Toscana, Veneto e Puglia. Le dinamiche romane non sono poi quelle locali e attorno a me c’è una parte del partito e un gruppo di lavoro che vuole portare a termine la battaglia in regione nata per colmare un vuoto a sinistra, quasi una voragine ormai, all’interno del Pd».

«Personalmente, come candidata alle regionali, vado avanti – racconta Donata Bianchi – perché è necessario produrre all’interno del Pd una visione più di sinistra rispetto a quella attualmente dominante. Il Pd resta comunque un partito capace di intercettare le istanze popolari della gente» e «ha senso continuare a esserci e forse con ancora maggior forza». «Faccio parte di un gruppo molto ampio – ha sottolineato – che ha sostenuto Civati nella fase del congresso ma che a un certo punto ha deciso di non riproporre a livello locale il distanziamento sulle politiche nazionali per cercare di costruire un percorso di dialogo con tutto il partito toscano. Questo ha significato che la grossa parte dell’area Civati ha deciso di fare un percorso autonomo».

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