Mentre il ritorno della semifinale di Euroleague costerà 12 euro

Fiorentina: dopo Siviglia la testa va alla trasferta di Empoli. Protesta dei tifosi viola: i biglietti per loro al Castellani costano 35 euro

di Niccolò Di Pietro - - Sport

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Fiorentina-Cesena, Alberto Gilardino esulta dopo aver segnato il terzo gol viola

Alberto Gilardino torna titolare contro l’Empoli

FIRENZE – Notizia dell’ultimo momento: Tomovic è infortunato e dovrà star fuori almeno una settimana. Intanto la Fiorentina varca i cancelli dell’aeroporto Vespucci con le ossa rotte dalla trasferta spagnola. Proprio come aveva preconizzato il Siviglia in un video diffuso sul web prima della partita. Neanche il tempo di piangersi addosso, che la squadra deve preparare la sfida contro l’Empoli, domenica 10 maggio alle 18. C’è un campionato da salvare. La squadra viola occupa al momento la quinta posizione in classifica, un piazzamento da mantenere a tutti i costi. Ecco il perché: il quinto posto garantisce l’accesso al terzo turno di qualificazione, con andata il 30 luglio e ritorno il 6 agosto. Il sesto posto qualificherà in virtù del fatto che la vincente e la finalista della coppa Italia (Lazio e Juventus) avranno già conquistato la qualificazione alle coppe europee con il piazzamento in campionato. Il quarto posto garantisce l’accesso all’Europa league direttamente alla fase gironi. La società viola deve fare i conti con un ritiro estivo a Moena ed una tournée internazionale già programmata. Calcoli nel giorno in cui l’Uefa accorda il premio fair play, che garantisce un posto supplementare in coppa, all’Olanda. Il campionato orange beneficerà di un posto in più per qualificare una propria squadra alla prossima Europa league. Buona condotta e rispetto degli avversari. E le devastazioni di Roma a febbraio, ad opera dei tifosi del Feyenoord? La barcaccia del Bernini ringrazia. La Fiorentina invece resta aggrappata al quinto posto, da difendere già domenica contro l’Empoli.

EMPOLI Si rivedono le seconde linee in casa viola, che ben hanno figurato contro il Cesena nell’ultimo turno di campionato. Toccherà a Giardino prendere il posto di Gomez, insieme a uno fra Ilicic e Diamanti. Dentro con ogni probabilità Vargas, per concedere riposo a Joaquín. Pasqual per Alonso a chiudere i quattro dietro; ma la novità più importante potrebbe riguardare il portiere. Tătărușanu è pronto a riprendersi la maglia da titolare, conquistata e poi persa a causa di un lungo infortunio. Ecco i probabili undici: Tătărușanu – Richards, G. Rodríguez, Basanta, Pasqual – Kurtic, Badelj, Aquilani – Ilicic, Gilardino, Vargas. Sarri, invece, dovrà fare a meno di Mario Rui, il difensore indicato da Montella come possibile puntello per la difesa viola dell’anno che verrà. Torna Laurini, il viola in prestito Brillante ha riportato un leggero trauma cranico, la sua presenza è in dubbio. In campo l’altro gigliato Vecino, autore di una stagione positiva; il suo futuro è ancora da scrivere. I probabili undici di mister Sarri: Sepe – Laurini, Rugani, Tonelli, Hysaj – Vecino, Valdifiori, Croce – Saponara – Maccarone, Pucciarelli. Le due società non smettono di scambiarsi messaggi di stima reciproca. Contemporaneamente, i tifosi viola si vedono chiedere 35 euro per un biglietto nel settore ospiti del Castellani. Una semifinale di Europa league contro il Siviglia al Franchi vale 12 euro e, quattro giorni prima, Empoli-Fiorentina al Castellani 35. Il buon vicinato non alberga in Toscana, non è una novità. E la curva Fiesole, in un comunicato diffuso in rete, annuncia che non entrerà nello stadio empolese, come segno di protesta. Ritrovo alle ore 15 alla stazione di Santa Maria Novella per tutti i tifosi viola che desidereranno recarsi ad Empoli per seguire la partita da fuori lo stadio.

EUROPA LEAGUE Nella formazione della settimana stilata dall’Uefa, relativa all’Europa league compaiono ben quattro calciatori del Siviglia. Fra i top 11 troviamo la mossa più azzeccata di Emery, Aleix Vidal, autore di due gol e un assist. E insieme a lui l’altro difensore Benoît Trémoulinas, il centrocampista offensivo Stéphane Mbia e la temuta punta colombiana, Carlos Bacca. C’è anche un viola, forse per il dovere di scegliere almeno un rappresentante per squadra, e si tratta di Salah. L’egiziano, si dice, «ha inseguito le ombre per gran parte della partita, ma la sua abilità di creare situazioni pericolose ha quantomeno offerto un po’ di speranza, che gli uomini di Montella dovranno cavalcare nel match di ritorno». La Fiorentina ha vinto la sfida del possesso palla, 55 a 45 per cento. Ha tirato di più, tredici volte contro undici, seppure con minor precisione degli avversari (quattro tiri nello specchio contro cinque). Ha operato molti più passaggi (395 contro 302). E ha perso. Montella e Pradè l’hanno detto nel post partita: «il calcio è semplice, se non segni poi perdi». A questo vogliamo sommare una quantità di errori difensivi impensabili fino a un mese fa, nella cavalcata di aprile che aveva illuso tutti a Firenze. Poi l’inizio della fine, con l’imperdonabile sconfitta patita contro la Juventus in coppa Italia. E un destino beffardo: i viola perdono 3-0 anche a Siviglia, con due gol e un assist di Vidal. La squadra è molle, non basta lo squillo di Cesena, Ilicic è in panchina. Contro gli andalusi i viola commettono dieci falli contro i venti degli avversari. «Il Siviglia passeggia in coppa con il vestito da campione cucito su misura». Fiorentina «sradicata», si legge sui giornali sivigliani, in un secondo tempo in cui ha «demolito» gli avversari. Opera soprattutto di Vidal (non quello juventino) che «nel primo tempo ha tirato così bene e forte che ha obbligato Neto a fare la statua, impotente; nel secondo ha trovato ancora il punto preciso con tranquillità e si è concesso il lusso di tirare un rigore in movimento. Se poi si somma che ha dato a Gameiro l’assist per il terzo gol, non resta che rendere omaggio alla sua partita». Diario de Sevilla riconosce alla Fiorentina di aver avuto occasioni da rete nel primo tempo. Ma di nuovo: «Il calcio è calcio e consiste nel mandare una piccola palla fra tre pali, per festeggiare un gol, qualcosa che gli italiani, quali che fossero le cause, non hanno fatto mai».

 

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Niccolò Di Pietro

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