Lo Stato registra tutti i nostri movimenti

Fisco: il grande fratello controlla i nostri movimenti di denaro. Accertamenti quotidiani con lo spesometro e l’analisi dei conti correnti

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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Lo spesometro per controllare i nostri conti

Lo spesometro per controllare i nostri conti

ROMA – Dal 2012 vige il divieto di effettuare pagamenti o trasferimenti di somme di denaro in contanti superiori a 999,99 euro.Per importi superiori  scatta l’obbligo di utilizzare l’assegno bancario non trasferibile, l’assegno circolare, il bonifico bancario, la carta di credito (cosiddetti “strumenti di pagamento tracciabili”). Ma come fa, poi, in concreto, il Fisco a scoprire le violazioni della normativa sulla tracciabilità?

SPESE – Esistono numerosi strumenti attraverso i quali l’Agenzia delle Entrate riesce a scoprire gli spostamenti di denaro. Il più evidente è lo spesometro, che misura le spese sostenute da ogni contribuente, confrontandole con la dichiarazione dei redditi.  Analogo è il sistema utilizzato per il nuovo redditometro. Per esempio, se Tizio dichiara 10mila in un anno, è presumibile che possa spendere 10mila o, indebitandosi, una minima parte in più. Se risultano, a suo nome, spese per importi sproporzionati al suo tenore di vita (informazioni che il fisco ottiene attraverso le comunicazioni di chi vende beni o eroga servizi o attraverso le fatture emesse), allora scatta l’allarme rosso e l’Agenzia delle Entrate procede all’accertamento.

REDDITI – In tali casi il soggetto, se vorrà evitare le sanzioni, dovrà dimostrare che si tratti di redditi esenti o già tassati e, quindi  dovrà indicare da chi ha percepito le somme che gli hanno consentito una spesa superiore alle sue possibilità. È chiaro che, se non risulteranno movimentazioni bancarie, il contribuente si troverà al bivio: o subire la condanna per l’evasione, oppure quella per violazione della normativa sulla tracciabilità.

FISCO – Il fisco inoltre controlla i nostri rappporti bancari, i nostri accessi in banca: Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza possono infatti acquisire direttamente i dati e le notizie dei clienti delle banche. Grazie alla nascita dell’Anagrafe dei conti correnti, tutte gli istituti sono obbligati a comunicare periodicamente all’anagrafe tributaria i movimenti e gli importi che hanno interessato i conti. In questo modo c’è un pieno controllo dei pagamenti e degli spostamenti di denaro (se avvenuti e, quindi, anche se mai avvenuti).

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Camillo Cipriani

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