Operazione della Guardia di Finanza

Firenze, borse e cinture contraffatte: 9 arresti. Usate anche pelli di pitone

di Redazione - - Cronaca, Economia

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Finanza, maxi sequestro di prodotti in pelle contraffatti

Finanza, maxi sequestro di prodotti in pelle contraffatti

FIRENZE – Sono nove le persone arrestate dalla Guardia di Finanza di Firenze nell’inchiesta sull’associazione a delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di accessori in pelle, come borse, portafogli e cinture, con griffe contraffatte: falsi Hermes, Prada, Miu Miu e Gucci. Le materie prime erano importate dalla Cina. Fra queste anche alcune pelli di specie protette: in particolare pitone reticolato.

L’organizzazione era gestita da una famiglia cinese che, dopo aver importato le materie prime – pellame, etichette e componenti vari – le assemblava in laboratori a Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino. Gli articoli contraffatti venivano poi venduti non solo in Italia ma anche in altri Paesi europei. Gli arrestati sono tutti cinesi: due sono in carcere, sette ai domiciliari. Per quattro persone il gip ha disposto l’obbligo di firma: fra queste un’italiana, proprietaria di alcuni negozi nel Lazio, dove vendeva la merce contraffatta. I prezzi al consumatore variavano dai 10 ai 1.200 euro. Quattro persone sono state denunciate.

Il profitto illecito dell’organizzazione, stimato dalle fiamme gialle, è di 300 mila euro. Nel corso delle indagini, coordinate dal pm della Dda di Firenze Tommaso Coletta, sono stati sequestrati, tra l’altro, oltre 26 mila accessori contraffatti, i laboratori di pelletteria, macchinari e 13 conti correnti. Fra gli spunti di indagine, i redditi ufficiali degli indagati – dai 400 ai 1.200 euro al mese – che risultavano sproporzionati rispetto al patrimonio sequestrato. «La piaga della contraffazione – ha commentato il procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo – ha risvolti di grande danno sia per l’economia legale, sia per le case detentrici del marchio, sia in funzione della riduzione dell’occupazione e dell’evasione fiscale. Il danno per la collettività è enorme».

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