I rilievi della Commissione al governo Renzi

Economia: l’Ue non boccia l’Italia, ma la rimanda a settembre in sei materie

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Commissione europea

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BRUXELLES – La Commissione ha emesso il suo verdetto, approvando a condizione il progetto sviluppato dall’Italia con la legge di stabilità. Il vicepresidente Valdis Dombrovskis ha spiegato che in Italia “misure importanti sono già in corso, ma restano debolezze ancora da affrontare”, anche se a Roma ha constatato “la forte volontà politica delle autorità di portare avanti un’ambiziosa agenda di riforme”.

RACCOMANDAZIONI – Le raccomandazioni che la Commissione rivolge all’Italia si suddividono in sei capitoli. Oltre ai decreti attuativi sul fisco, la Ue chiede misure per rafforzare le banche entro fine 2015, riforme istituzionali, della p.a. e per ridurre la lunghezza dei processi civili, piano per porti e logistica, agenda per la semplificazione e misure per il lavoro.

DETTAGLI – Nello specifico, le raccomandazioni chiedono per prima cosa di raggiungere un aggiustamento fiscale di almeno lo 0,25% del pil verso gli obiettivi di medio termine nel 2015 e dello 0,1% nel 2016, “prendendo in considerazione la deviazione consentita per l’attuazione delle principali riforme strutturali”. Poi di attuare “rapidamente ed efficacemente” il programma di privatizzazioni, utilizzare eventuali entrate in più per ridurre il debito, e applicare i decreti attuativi per il fisco “entro settembre”.

Il secondo punto chiede di adottare il piano strategico per porti e logistica, e di garantire che l’Agenzia per la coesione sia pienamente operativa per migliorare la gestione dei fondi Ue. Il terzo, invece, l’adozione e l’attuazione della legislazione pendente per la modernizzazione della pubblica amministrazione, e assicurare la riduzione dei tempi della giustizia civile.

La quarta raccomandazione chiede poi “misure vincolanti entro fine 2015 per affrontare le restanti debolezze nella governance delle banche“, in particolare il ruolo delle fondazioni e misure per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati. Sul fronte del mercato del lavoro, la Commissione raccomanda al quinto punto di adottare i decreti sulla revisione degli accordi contrattuali e dei salari, l’equilibrio vita-lavoro e il rafforzamento di politiche attive, oltre a fissare un quadro di contrattazione di secondo livello. Per combattere la disoccupazione giovanile, l’Italia deve adottare ed attuare la riforma della scuola e allargare l’educazione terziaria professionale.

Infine Bruxelles chiede all’Italia di attuare l’agenda per la semplificazione per il 2015-2017 per alleggerire gli oneri amministrativi e regolamentatori, adottare misure che migliorino la concorrenza, e assicurare che i contratti per i servizi pubblici locali non in regola siano rettificati “al più tardi entro fine anno”.

BOCCIATURA – Più che un’approvazione, come l’intendono Renzi e c., sembra una bocciatura condizionata da parte della Commissione che, oltre alle raccomandazioni citate, rinfaccia all’Italia di non aver ottenuto nessun risultato significativo per l’attuazione, peraltro molto limitata, della spending review. Licenziato Cottarelli Renzi non sembra dedicare molta attenzione alla riduzione degli sprechi e dei costi della politica. E la Commissione osserva: “Si sono ottenuti solo progressi limitati verso l’efficienza della spesa pubblica in tutti gli strati del Governo. I risparmi su cui si è legiferato finora anche a livello locale non rispettano quanto indicato nel Programma nazionale di riforme 2014”.

Vedremo come Renzi vorrà affrontare i tanti nodi che restano da sciogliere, ma per il momento pensa alle elezioni regionali e al problema del conflitto d’interessi, esclusi quelli della sua compagine.

 

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Camillo Cipriani

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