Ballottagio fra Ilicic e Gomez per una maglia. Pesa lo 0-3 dell'andata

Europa League, Fiorentina-Siviglia (ore 21,05, diretta su Mediaset Premium): Montella: «Sì, possiamo farcela: giochiamocela!»

di Massimiliano Mugnaini - - Sport

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Siviglia-Fiorentina, un'azione di gioco

Siviglia-Fiorentina: Savic in azione all’andata

FIRENZE. Ci siamo. E’ la notte della remuntada. Almeno nei sogni dei 35 mila (il tutto esaurito non ci sarà ma ci si andrà vicino) che stasera saranno al Franchi per la semifinale di ritorno di Europa League tra Fiorentina e Siviglia (andata 3-0 per gli spagnoli, ore 21,05 diretta tv su Mediaset Premium).

10%. Le possibilità sono pochissime, serve un’impresa che poche volte è riuscita nella storia delle coppa. Anche Montella lo sa perfettamente perché quando gli chiedono se da giocatore abbia mai ribaltato una situazione del genere dice di non ricordarlo e poi parlando di numeri si sbilancia: «Realisticamente abbiamo al massimo il 10-15% di chances, ma dobbiamo giocarcele tutte».

OTTIMISMO. Questa è la realtà delle cose, ma poi c’è spazio anche per l’ottimismo. «In base a quello che ho visto all’andata ci credo: dobbiamo ritrovare cinismo e fortuna, nel calcio spesso vale anche questo. Certo, per fare la storia dobbiamo crederci intimamente. Ripeto che possiamo fare questa impresa, per me è possibile».

BALLOTTAGGIO. Resta allora da capire con quali armi proverà a segnare almeno 3 gol. Perché in conferenza stampa l’allenatore viola non svela se sceglierà Gomez o Ilicic: («sto valutando, devo preparare la strategia, c’è comunque bisogno di forze fresche e Josip ne ha»), svicolando anche quando gli chiedono se davvero il tedesco potrà andarsene a fine stagione. L’impressione, comunque, è stasera gli sia concessa ancora una chance. Anche se non dal primo minuto.

5 GOL. Anche perché Montella sa bene che comunque gli spagnoli un centro potrebbero farlo e quindi c’è il rischio che serva il 5-1. «Quello che conta è forzare la partita mantenendo l’equilibrio. Non penso che sia necessario segnare nei primi minuti per avere più possibilità di finale, non è importante quando segnare o avere un rigore: sarebbe importante restare in partita fino alla fine. 5-1? Possiamo vincere anche 5-0…»

CONVINZIONE. In realtà a Siviglia si sentono giustamente già a Varsavia (c’è anche chi ha persino comprato il biglietto per la finale) ma l’allenatore viola non la butta affatto in rissa verbale, facendo persino le condoglianze al suo collega Emery per la recente scomparsa del padre: «Il loro stadio mi ha fatto una grandissima impressione, la squadra si è dimostrata davvero cinica».

PUBBLICO. Già, la gente. Potrebbe essere determinante. «Firenze deve continuare ad incitare questa squadra perché sono arrivate tante soddisfazioni in questi anni, oltre a qualche delusione. Ho sentito già grande calore all’allenamento di ieri, anche se devo dire che non mi piace troppo aprire le sedute al pubblico perché riesco a parlare poco con i giocatori».

ALONSO. Appunto, i giocatori. Come vivono i viola questa attesa? Per tutti, parla Marcos Alonso, portato in sala stampa nonostante la caratura internazionale non certo eccelsa. «Servirà la gara perfetta, ma ce la possiamo fare. Non è vero che la squadra non ci crede. Poi ho letto sui social che domani i tifosi ci aiuteranno moltissimo: speriamo di fare una gran partita anche per loro».

FAMIGLIA. Per avere un aneddoto da raccontare come faceva con lui il padre (ex calciatore): «Spesso mi parlava di una gara col Barcellona persa 3-0 all’andata, ribaltata al ritorno. Anche io spero di poter dire una cosa del genere ai miei figli». Restando in famiglia, nonostante sia una fan del Siviglia, stasera la sorella tiferà per Marcos. «Magari con il cuore diviso a metà, ma finirà per sostenere il fratello e la Fiorentina». Idealmente sarà dunque anche lei in un Franchi colorato di viola più che mai, pronto (forse) ad applaudire anche se l’impresa non arriverà.

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Massimiliano Mugnaini

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