Ma intanto bisogna tenere il quinto posto, battendo Parma, Palermo e Chievo

Montella ciao, ciao, ciao… Nuova Fiorentina: chi va e chi viene

di Sandro Bennucci - - Lente d'Ingrandimento, Sport

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Fiorentina: prima di tutto nessuno perda la testa. Nel senso che manca un obiettivo da centrare in ogni modo:  il quinto posto nella classifica finale. Ossia quello che schiude le porte all’Europa League 2015-2016 passando dai preliminari, ma senza dover accorciare troppo le vacanze e falsare la preparazione pre campionato.  Per centrarlo con certezza bisogna vincere le ultime tre partite: con il Parma lunedì sera al Franchi; poi a Palermo;  con il Chievo sempre al Franchi. E’ vero che la squadra è stanca e psicologamente scarica; è vero che molti giocatori, infastidi dai fischi dopo il Siviglia, in cuor loro avrebbero già chiuso con Firenze; è vero, infine, che Vincenzo Montella ha lanciato un messaggio meno sibillino di quanto sembri: non so se la società mi confermerà. Traduzione:  qui non resto. Bene. Ma è altrettanto vero che abbiamo a che fare con dei professionisti che hanno obblighi morali e materiali da rispettare. E non possono chiudersi  in egoismi dl tipo: tanto me ne vado, se la Fiorentina non torna in Europa League sono fatti loro. Sarebbe inaccettabile. Ma escludo che uno spogliatoio, ancorchè ferito da cori e fischi gonfi di delusione, possa disonorare le ultime partite.

MONTELLA – Intorno all’allenatore ruotano presente e futuro della Fiorentina.  Si parla di uno scontro con il presidente esecutivo, Mario Cognigni, giorni fa, sull’opportunità o meno di portare la squadra in ritiro. C’è chi parla di frasi forti. Del tipo: o fuori lui o fuori io. Milan e Roma, secondo rumors esterni, si sarebbero rifatti sotto per sondare  le voglie dell’allenatore.  Sul quale si addensano critiche per le scelte, anche tattiche, degli ultimi due mesi. In effetti, fino all’esaltante vittoria allo Juventus Stadium, con Salah grande protagonista, la Fiorentina si affidava a un gioco più utilitaristico, più italiano, con saettanti ripartenze. Capaci di esaltare lo scatto e la rapidità di esecuzione dell’egizianino. Poi arrivò la svolta: con la sconfitta, clamorosa anche nel punteggio, con la Juve nella semifinale di ritorno per la Coppa Italia. Stop ai sogni e alle illusioni. E ritorno a uno schema più montlliano, fatto di fraseggi, di gioco addensato al centro, per la felicità degli avversari pronti a far muro fra la tre quarti e il limite dell’area. Senza sfondatori (Gomez scartato, e infuriato, nel ritorno con il Siviglia…) un gioco simile fa la fortuna degli avversari. Anche quelli teoricamente meno provveduti come Verona e Cagliari. Montella, alle cui scelte era stata imputata  la sconfitta nella finale di Coppa Italia di un anno fa con il Napoli, non è ancora maturo per i grandi obiettivi? In queste ore i viola club sono inviperiti. Sembrano lontanissimi i tempi in cui sugli striscioni della Fiesole si leggevano frasi come “Che calcio sarebbe senza Montella?”.  Ora siamo ai saluti. Forse lunedì canteranno … Montella ciao, ciao, ciao…

SARRI – Di pari passo, la società deve guardare avanti. Soprattutto per mettere un punto fermo nel caso, secondo me probabilissimo, che Motella se ne vada. Mesi fa scrissi, anticipando tutti, che l’allenatore ideale per una Fiorentina da rifondare sarebbe  stato Maurizio Sarri, un vero “seminatore”, capace di fare mirabilie con l’Empoli. Oggi confermo quel pensiero. Sarri è poco salottiero ma efficace. Certo, si presenta meglio EusebioDi Francesco, dato in uscita da Sassuolo. Ma Sarri viene dal basso, non ha grandi pretese e sa lavorare sul campo. Potrebbe anche farsi seguire a Firenze da qualche gioiellino maturato sotto il sole empolese. Bisogna far presto. Perché anche Sarri ha i suoi ammiratori. E l’Empoli non vorrebbe privarsene.

CHI VA E CHI RESTA – Addio a Neto, Richards, Aquilani Kurtic , Lazzari e, forse, Savic. Di Neto si è parlato a lungo: è stato un grave errore della società non farlo firmare in tempo e farà male vederlo andare alla Juve. Savic costa tanto e intorno a lui la Fiorentina potrebbe costruire il prossimo mercato.  Nella zona grigia del dubbio (vanno via o non vanno via?) sono in molti:   Vargas, Pizarro, Borja Valero Joaquin, Alonso e Mati Fernandez sarebbero in bilico fra andarsene e restare. Ma prevedo scintille soprattutto su Gomez e Babacar. Il tedesco è fra coloro che, in fondo al cuore, hanno chiuso con Firenze. Dipenderà però dalle offerte. Babacar non lo cederei e farei presto a farlo firmare. Rimarranno Tatarusanu, Basanta, Gonzalo Rodriguez, Tomovic, Pasqual, Badelj, Bernardeschi, Salah e, sì signori, resterà e spero proprio che risorga lui, Pepito Rossi. Se torna sarà il pilastro della nuova Fiorentina. In tandem con Salah, impiegato nelle ripartenze rapide. E allora? Cuore caldo e testa fredda. Per chiudere bene e ripartire meglio.

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Sandro Bennucci

Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
sandro.bennucci@firenzepost.it

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