Ma le cifre, secondo il Governo, non sarebbero sopportabili dal bilancio pubblico

Pensioni: l’ufficio bilancio del Parlamento calcola gli arretrati e gli adeguamenti per ciascuna fascia di reddito

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Palazzo Montecitorio

Palazzo Montecitorio

ROMA – Cominciano a circolare i primi numeri ufficiali in vista del Consiglio dei Ministri di lunedì prossimo, che dovrebbe decidere sullo sblocco delle pensioni. Se questo fosse realizzato secondo i dettami della Corte costituzionale,  porterebbe nelle tasche della prima fascia interessata, quella che prende oltre 3 volte il trattamento minimo (1443 euro lordi al mese), circa 3.000 euro di arretrati e 1.230 in più l’anno nel 2015.

UPB – Sono queste le stime di una simulazione realizzata in fretta e furia dall’Ufficio parlamentare del bilancio, che si trova nel rapporto sulla programmazione del bilancio 2015. Per i trattamenti pari a 3,5 volte le pensioni minime (1683,5 € lordi al mese), l’arretrato per il 2012 sarebbe di 567 euro, a cui vanno aggiunti 1.214 del 2013 e 1.226 del 2014. Mentre per quest’anno l’aggiornamento sarebbe di 1.229 euro. Per le pensioni superiori a 4,5 volte il trattamento minimo (2164,5), gli arretrati ammontano a 3.789 euro (715 euro nel 2012, 1.531 euro nel 2013 e 1.543 euro nel 2014), mentre per quest’anno la maggiorazione sarebbe di 1.547 euro. Per le pensioni che superano di 5,5 volte i trattamenti minimi (2645,5) gli arretrati ammontano a 4.501 euro (851 del 2012, 1.820 del 2013 e 1.830 del 2014), mentre quest’anno la pensione risulta maggiorata di 1.883 euro. L’ultima fascia considerata riguarda le pensioni superiori 9,3 volte il trattamento minimo (4473,3), che potrebbe contare su un arretrato di 6.959 euro (1.317 del 2012, 2.815 del 2013 e 2.827 euro del 2014), mentre l’aumento per quest’anno sarebbe 2.831 euro. Le elaborazioni  si basano sull’ipotesi che il meccanismo di perequazione automatico applicabile per il periodo 2012 sia quello regolato dalla normativa precedente il dl salva Italia.

GOVERNO – Viste queste cifre il Cdm di lunedì si dovrebbe limitare a un esame preliminare del provvedimento che ne definisca i principi, le linee guida e il perimetro. Anche perché Renzi e Padoan hanno già anticipato che l’attuazione integrale della sentenza comporterebbe lo sforamento degli obblighi comunitari. Intanto i pensionati hanno cominciato a muoversi, a scendere in piazza. Ieri Ugl Pensionati ha organizzato un sit-in di protesta in piazza Montecitorio. Renzi pensa che le pantere grigie sopportino in silenzio senza manifestazioni eclatanti, ma evidentemente si sbaglia.

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Camillo Cipriani

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