Nel 2014 peggiore performance in Europa

Economia, Confesercenti: i consumi non ripartono. Perchè le famiglie non credono nella ripresa

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Nei primi 4 messi 2013 moria di negozi in Toscana

Affari ancora magri per il commercio

ROMA – L’ottimismo del premier e del Governo in merito all’imminente ripresa non sembrerebbe esser condiviso dalle famiglie italiane, almeno stando a un sondaggio realizzato da Confesercenti e SWG. Più di una famiglia su due (il 56% per l’esattezza) lamenta ancora una situazione finanziaria difficile, e sul piano del lavoro le cose non vanno poi tanto meglio: l’eventualità che un membro perda il posto è il cruccio di sei nuclei su dieci. «Il nodo rimane il mercato interno» sottolineano i commercianti. Ovvero la spesa delle famiglie, che continuano a tenere la cinghia tirata. Il 47% sostiene di avere un reddito mensile sufficiente appena a coprire le spese indispensabili, il 14% neanche quelle.

BONUS 80 Euro – Negli ultimi quattro anni il potere di acquisto degli italiani è sceso del 6,5%, cancellando circa 60 miliardi di euro di consumi. Colpa dell’austerity, certo, ma Renzi aveva puntato molto sull’effetto salvifico degli 80 euro, che avrebbero dovuto rilanciare spese e consumi degli italiani. Valutando obiettivamente gli effetti di questa misura – ormai a un anno di distanza – emerge che il bonus ha di certo aumentato – di poco – il peso di alcune buste paga, ma che gli italiani hanno comunque preferito mettere gli 80 euro da parte invece che spenderli. Una conferma, indiretta, arriva dai conti Istat sul 2014, che segnalano un aumento della propensione al risparmio degli italiani, risalita ai livelli del 2009.

COMMERCIO – Anche Confcommercio stima infatti che gli italiani «hanno speso solo in parte le risorse derivanti da minori imposte e i comportamenti di spesa non si sono modificati». Ma adesso che dalla crisi – almeno tecnicamente – siamo fuori (secondo il governo) l’effetto 80 euro è ancora non pervenuto e il 71% degli italiani vede nei prossimi sei mesi consumi uguali o in calo.  Intanto, il commercio chiude bottega: non solo i piccoli negozi – ne sono spariti più di 10mila nei primi quattro mesi dell’anno, dice ancora Confesercenti – ma anche nelle grandi catene, come le recenti vicende di Carrefour e Auchan rendono evidente.

Nel 2014 l’Italia ha registrato la peggiore performance dei consumi rispetto agli altri grandi Paesi europei.  La crescita dello 0,5% registrata nell’ultimo quadrimestre del 2014 è lontana dal +3% del Regno Unito e della Spagna, dal +2% dell’Irlanda e del Portogallo. Insomma se non riparte la spesa delle famiglie difficilmente ripartirà il Paese. Nonostante l’ottimismo dell’allegra compagine renziana.

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Camillo Cipriani

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