L'allenatore irritato: la squadra è stata derisa. Ma ha visto "Amici miei"?

Fiorentina-Parma (lunedì, ore 19, diretta su Sky e Mp): Montella non chiede scusa e non sa se resta. Ma vuole gran tifo per centrare il quinto posto

di Sandro Bennucci - - Primo piano, Sport

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(Foto Giacomo Morini)

Gomez, arrabbiato per non essere stato impiegato al Franchi con il Siviglia, forse torna contro il Parma

FIRENZE – Quasi alla fine della conferenza stampa, Vincenzo Montella si stempera, quasi si addolcisce, e afferma: “Mi piacerebbe che, contro il Parma, i tifosi sostenessero la squadra come hanno fatto tante volte, co n slancio e passione. C’è ancora un obiettivo importante, il quinto posto, da raggiungere. Queste ultime tre partite vanno giocate con il cuore, con energia e anche con senso di appartenenza”.  Ma non chiede scusa ai tifosi, l’allenatore. E non dice resto, e nemmeno vado via. Rimanda tutto di un paio di settimane, quindi al colloquio di fine campionato con la società. Non nega di aver detto che sarebbe rimasto ma puntualizza, con arguta finezza, di aver sempre aggiunto un  sibillino“fino a prova contraria”.  Però stempera. Perchè sarebbe disdicevole, per non dire peggio, se in Fiorentina-Parma, eppoi nella trasferta di Palermo (chi ci andrà …)  e nell’ultima in casa con il Chievo, tifosi e squadra si comportassero da separati in casa. Montella sa perfettamente che non si può giocare contro la gente, non la si può sfidare. Soprattutto a Firenze. Così gli ultimi minuti della conferenza stampa della vigilia sono dedicati all’ago e al filo. Cioè agli strumenti per ricucire. Ma prima, in avvio dell’incontro con i giornalisti, Montella aveva ribadito il suo disappunto, il suo forte malcontento per i fischi e gli attacchi subìti nel secondo tempo con il Siviglia. E soprattutto dopo il fischio finale.

DERISO – Il motivo di tanta amarezza? Eccolo: “In 40 anni di carriera (perché tiravo pedate anche in pancia alla mamma…)  non ho mai visto una cosa del genere. Cioè non ho mai visto i tifosi deridere la squadra com’è successo l’altra sera a Firenze. Tutti noi, intendo i giocatori ed io, accettiamo di essere criticati. Ma derisi no. Non è giusto, non ce lo meritiamo”. E giù a snocciolare i risultati: “Il primo anno in cui ho allenato la Fiorentina siamo arrivati quarti e avremmo meritato il terzo posto. Il secondo anno abbiamo giocato la finale di Coppa Italia. Il terzo anno due semifinali, Coppa Italia e Europa League, avendo eliminato anche squadre scese dalla Champions. No, non accetto…”. I giornalisti fanno notare che non sono state tanto le eliminazioni (Juventus e Siviglia) a scatenare i tifosi, quanto il modo. Quanto alla derisione, questa è Firenze, capitale dell’ironia anche sferzante e graffiante. Mai visto “Amici miei”? Questa città prende in giro anche se stessa, ovvio che si sfoghi quanto è scontenta. Qui non si chiedono le maglie ai giocatori, ma la sonora fischiata, aggiunta alla persa in giro, non te la leva nessuno. Montella,  che respira l’aria del Campo di Marte da tre anni, pensa di essere deriso. No, sbaglia: io, da fiorentino nato cresciuto e … peggiorato in questa città, vi dico come la penso: i tifosi, giovedì sera, hanno manifestato, a modo loro, l’amore per la squadra. Dentro erano a pezzi per una delusione tanto forte da sfiorare il dolore. Avevano creduto alla remuntada. Avevano creduto al “vamos” di Pizarro. Così com’erano rimasti inebetiti dalla sconfitta con la Juve nella semifinale di Coppa Italia, dopo la straordinaria vittoria di Torino. Fino a chiedersi: quale Fiorentina è quella vera? E allora ecco lo scherno, il coro per Batistuta e per altri giocatori meno noti ma amati. Ecco le punzecchiate feroci che Montella ha interpretato come derisione.

PARMA – La realtà? Un quinto posto ancora da conquistare. Il Genoa, vincendo in casa dell’Atalanta, ha messo la testa avanti. Fortuna che Inter e Samp hanno perso. Ma ora servono 9 punti (anche sette?) in tre partite. Il Parma di Donadoni (altro candidato alla panchina viola nella prossima stagione) giocherà alla morte. Ma non c’è alternativa: bisogna vincere. Chi giocherà? Fumoso, Montella sulla formazione. Non è di fuori che torni in porta Tatarusanu. E davanti sarà rispolverato Gomez. In coppia con Salah. Come reagiranno i tifosi? Canteranno “Montella ciao” sull’aria di “Bella ciao”? L’obiettivo primario è la vittoria. Certo, se la squadra dovesse scendere in campo demotivata e svogliata allora altro che derisione. Ma Montella è una persona seria. E fra i giocatori nessuno, almeno credo, vorrà fare un dispetto a Firenze.

 

 

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
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