Gli anziani più 'poveri' dovrebbero avere 4.000 euro. Ondata di ricorsi

Pensioni: l’una tantum di 500 euro non è per tutti e copre solo 1/4 degli assegni minimi. Un’elemosina. E un’offesa per chi ha pagato alti contributi

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Giletti offre a Renzi la maglia della Juve

Giletti offre a Renzi la maglia della Juve subito dopo l’annuncio della furbata sulle pensioni

L’annuncio dato in tv dal premier Matteo Renzi: “dal 1 agosto daremo 500 euro a 4 milioni di pensionati”, fatto a evidenti scopi elettorali, in realtà nasconde un ladrocinio enorme nei confronti di tutti i pensionati, e non soltanto di quei quasi 700.000 che, godendo di pensioni superiori ai 3.000 euro lordi, vedranno cadere nel nulla per un atto d’imperio del governo , contrario a ogni regola di diritto, la loro legittima aspettativa di recuperare il maltolto dellla premiata ditta Monti-Fornero. I pensionati non abbocchino, promesse e erogazioni limitate sono uno specchietto elettorale, dopo le elezioni si vedrà il seguito, senz’altro più spiacevole.

PLATEA – Renzi infatti sta già facendo di peggio: a fronte di 18 milioni sottratti ai pensionati ne restituisce soltanto due: un’elemosina annunciata prima delle regionali, stile 80 euro del 2014. A questo risultato il boy scout di Rignano giunge con la furbata di limitare la platea dei beneficiari a soli 4,2 milioni di persone, di ridurre la percentuale di copertura dal costo della vita, e di rimborsare immediatamente solo uno dei quattro anni di mancata perequazione.

CIFRA – In questo modo pertanto la cifra che andrà nelle tasche dei singoli pensionati sarà tale che un anziano con pensione di 1500-2000 euro al mese lordi dovrà accontentarsi di 500 euro, quando secondo i calcoli dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio avrebbe avuto diritto in tutto a 4.230 per il quadriennio 2012-2015. Per non parlare dei pensionati che Renzi considera «ricchi», che addirittura non avranno nulla, mentre avrebbero diritto al risarcimento di oltre 10.000.
Oggi probabilmente il Consiglio dei Ministri varerà anche un nuovo meccanismo in tema di adeguamento delle pensioni al costo della vita, che – con l’automatismo dell’efficacia della pronuncia della Consulta – dovrebbe scattare subito per tutti.

RICORSI – Sindacati e associazioni hanno in animo di ricorrere contro la prevedibile inadempienza del Governo, ormai aduso a infrangere le leggi senza alcuna opposizione. Dal punto di vista giuridico, sentenza della Corte alla mano, le mancate rivalutazioni piene degli assegni per l’indicizzazione perduta nel biennio 2013-2014 altro non sono che crediti certi, immediatamente esigibili e liquidabili. Ne consegue che se, come annunciato da Matteo Renzi, il rimborso sarà solo per 4 milioni di pensionati su 5,2-5,5, gli esclusi e coloro che avranno avuto il recupero parziale potranno far partire subito le loro richieste di rimborso contando su una vittoria molto probabile con conseguente assolvimento da parte dello Stato anche delle spese.

Stiamo avviandoci verso una china pericolosa, quando il potere fa strame dei diritti dei singoli, la strada è quella che la nostra Costituzione, con i suoi pesi e contrappesi forse eccessivi, ha voluto evitare. Ma Renzi ha dimostrato già in quest’occasione di non voler rispettare alcuni dettami della Costituzione – come interpretati dalla scomoda Consulta – e attendiamo che finalmente batta un colpo chi dovrebbe esserne il custode, il silente e compassato Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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Camillo Cipriani

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