La denuncia del padre

Pisa, lettere anonime con insulti razzisti a studentessa modello: i carabinieri cercano i responsabili

di Redazione - - Cronaca, Top News

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Scuola, insulti razzisti a studentessa di colore, intervengono i carabinieri

Scuola, insulti razzisti a studentessa di colore: intervengono i carabinieri

PISA – Tristissima vicenda di violento razzismo ai danni di una ragazza di 14 anni di origine senegalese, studentessa modello di un istituto tecnico di Pisa. A denunciare i fatti ai carabinieri è stato il padre della giovanissima, che per parecchio tempo ha ritrovato i suoi quaderni e i suoi libri strappati, ma soprattutto ha ricevuto messaggi di disprezzo per il colore della sua pelle. Della vicenda si è occupato oggi 18 maggio il quotidiano Il Tirreno.

OFFESE – «Non si è mai vista una negra che prende 10 a diritto», è una delle frasi contenute nell’ultima lettera anonima ricevuta dalla ragazza che viene considerata dagli insegnanti come una delle migliori della classe.

VOTI ALTI – «I miei voti sono abbastanza alti – spiega la ragazza che in futuro vuole fare l’avvocato -. A diritto ho il massimo perché è una materia che mi piace e mi trovo bene con la professoressa». È in coincidenza con la pubblicazione degli scrutini che la 14enne ha cominciato a ricevere le lettere anonime: in tutto sarebbero sei, quattro scritte al computer e due a mano su fogli a quadretti. «Hanno anche scritto che non esiste che una negra possa diventare avvocato», racconta la ragazzina.

IL PRESIDE – «Purtroppo non siamo ancora riusciti a individuare gli autori di questo gravissimo episodio che è molto di più di una semplice ragazzata – ha detto il preside della scuola -. Siamo convinti che ad agire siano state almeno due persone e se dovessimo scoprirle le puniremo duramente, finanche alla bocciatura». «Abbiamo indagato subito – dice il dirigente scolastico – non appena si sono verificati i primi biglietti offensivi e razzisti, all’inizio di aprile. I docenti ne hanno parlato in classe ma non siamo riusciti comunque a individuare i responsabili. Siamo solo riusciti a capire che probabilmente non è stata una sola persona a prendere di mira la compagna di classe».

PUNIZIONI ESEMPLARI – La scuola, assicura il preside, non ha «in alcun modo tentato di minimizzare l’accaduto: è un fatto grave, proprio perché a sfondo razzista, e tanto più perché verificatosi in ambiente scolastico». «Ed esemplari saranno le punizioni se i responsabili saranno individuati – conclude il dirigente scolastico – anche attraverso le indagini dei carabinieri. Due biglietti sono stati scritti a mano e attraverso una perizia calligrafica disposta dalla procura si potrebbe forse riuscire a capire chi è stato a scriverli. Di sicuro se arrivasse solo ora un’ammissione di colpa, sarebbe ben accetta ma comunque tardiva anche perché il danno procurato alla classe è comunque enorme per l’episodio razzista, per il fatto di essere stato reiterato nel tempo producendo da oltre un mese un clima di disagio in classe e nella ragazzina vittima degli insulti. Insomma, le eventuali semplici scuse non sarebbero più sufficienti».

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