Apparteneva a un centro sociale milanese

Milano: arrestato il black bloc che ha aggredito il poliziotto il primo maggio. La mappa dei centri sociali

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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Poliziotto aggredito a Milano

Poliziotto aggredito a Milano

MILANO – Dopo aver analizzato immagini di telecamere e foto dell’episodio, la polizia ha identificato e denunciato il giovane che, a Milano per il corteo No Expo, aveva partecipato all’aggressione violenta, con bastonate, di un dirigente di polizia: si tratta di un appartenente al collettivo milanese “Proprietà pirata riot club”. Le polemiche sui disordini di Milano, gli assalti e i lanci di oggetti ai comizi di Salvini, i ripetuti scontri con le Forze dell’ordine hanno confermato che in tutte le manifestazioni violente i protagonisti principali sono stati e continuano ad essere esponenti dell’autonomia e dell’anarchia.

CENTRI SOCIALI – Questi giovani popolano i tanti centri sociali sparsi per l’Italia, tollerati dalle autorità, tanto che talvolta hanno le loro sedi in edifici graziosamente concessi dai comuni. Sono edifici okkupati dove vige la totale anarchia; i componenti di questi gruppi interagiscono con realtà simili del resto d’Europa, in particolare della Grecia.

QUANTI – Ma quanti sono? In Italia il Dipartimento di PS del ministero dell’interno ha censito 170 centri sociali, mentre i circoli anarchici sono 122. Alla fine dello scorso anno il settimanale Panorama pubblicò un’inchiesta, proprio in base ai dati ministeriali, in merito alla presenza di centri sociali e gruppi anarchici in Italia. Si registrava una presenza rilevante nel Nord e nel centro, fino alla Toscana. Poi erano numerosi i nuclei di Roma e Napoli, mentre il Sud era quasi immune dal fenomeno.

Ecco la mappa dei principali covi zona per zona:

PIEMONTE – Nella città di Torino sono 5 i centri sociali al centro dell’attenzione delle forze di polizia: Askatasuna, Gabrio, Col.Po (Collettivo Politecnico), El Paso, Il porfido.

LOMBARDIA – Tre i centri considerati il punto di riferimento, nel capoluogo lombardo, di gruppi eversivi: Il Cantiere, Bottiglieria occupata, Latteria Occupata.

NORDEST – A Padova: il centro sociale Pedro e il Gramigna. A Verona:  Spazio anarchico.  A Trento: El Tavan. A Venezia gli autonomi (i Disobbedienti) che facevano capo a Luca Casarini.

LIGURIA – Nella città di Genova: Aut Aut, Buridda, Zapata, Terra di Nessuno, Caos.

EMILIA – A Bologna: Crash, TPO (teatro Polivalente Occupato), Cua (Collettivo universitario autonomo), Hobo.

TOSCANA – Nel capoluogo toscano sono tre i centri sociali: Spazio Liberato,  Collettivo Scienze Politiche, Cpa Firenze sud. Uno nella città universitaria di Pisa: Il silvestre. Altri gruppi sono in vari centri della regione e non solo nei capoluoghi.

LAZIO – Nella Capitale: Acrobax, Bencivenga Occupato, Ex Snia Prenestina, CS 32.

CAMPANIA – A Napoli: Insurgencia, Collettivo Autorganizzato Universitario, Centro Studi Libertari L.Michel.

SICILIA – Nella città di Catania: C.s. Auro.

DESTRA – Sono poi attivi in diverse città i centri di Casaggi, di ispirazione di destra, che organizzano manifestazioni in varie ricorrenze (ad esempio per la giornata in ricordo delle vittime delle Foibe) e si scontrano con i centri sociali di estrema sinistra e gli anarchici.

PADOVA – Nel 2007, quando ero Prefetto di Padova, le forze politiche di destra mi chiedevano insistentemente di chiudere il centro popolare occupato Gramigna, uno dei più attivi centri sociali di Padova e del Nordest. Arrivarono addirittura a sollecitare il ministro Pisanu perché intervenisse sul prefetto, reo di non agire nei confronti dell’eversione. La realtà ovviamente era diversa: il prefetto non poteva muoversi per non intralciare un’inchiesta della procura di Milano che portò alla scoperta di un gruppo detto ‘Nuove Brigate Rosse’ i cui responsabili furono perseguiti giudizialmente.

POLITICA – Ma la politica si dimostra sempre molto reticente nei confronti di un certo tipo d’interventi.  In passato gruppi di questo tipo erano stati considerati ‘compagni che sbagliano’ e nulla più. Invece credo che si debbano approfondire le azioni di prevenzione e tutela della legalità, grazie alla meritoria attività della magistratura e delle Forze dell’ordine.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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