Gli enti avviati verso la dichiarazione di dissesto

Province, è allarme: in Toscana otto su nove rischiano il default finanziario

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ministero funzione pubblica

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FIRENZE – Abbiamo rilevato già come la mancata approvazione del decreto salvacomuni e salvaprovince rischi di mettere in grave difficoltà le Province, a corto di fondi anche per far fronte alle spese correnti.

AUTONOMIE – La testimonianzia dei rischi che corrono questi enti viene anche il Consiglio delle Autonomie della Toscana ha approvato un documento con cui si prende atto della situazione di disequilibrio finanziario dei bilanci provinciali e del rischio di “dissesto indotto” per i tagli previsti dalla “legge di stabilità 2015”, e si segnala la situazione dei bilanci provinciali al Presidente della Regione Toscana, ai Sindaci dei Comuni della Toscana, ai Presidenti delle Province della Toscana, al Sindaco della Città metropolitana di Firenze, al Coordinamento nazionale permanente dei Consigli delle autonomie locali, alle Associazioni degli enti locali della Toscana.

BILANCIO – La documentazione contabile e amministrativa conferma che i dati sono molto preoccupanti: otto province su nove, non essendo in grado di presentare ed approvare un bilancio in equilibrio per il 2015, si troveranno costrette ad attivare gli atti amministrativi di predissesto con avvio di procedura formale da parte del Consiglio provinciale.
Il quadro finanziario, senza un provvedimento urgente che garantisca le risorse per assicurare il percorso di attuazione della legge Delrio, non solo provocherà un progressivo default degli enti su tutto il territorio, ma nel contempo porterà ad un azzeramento della capacità di investimento, prioritariamente rivolte a strade, scuole e dissesto idrogeologico, di Province e Città metropolitane, con chiare conseguenze in termini di sicurezza degli studenti e dei cittadini e con gravi potenziali responsabilità nei confronti dei dirigenti e degli amministratori.

RICHIESTE – Il Consiglio delle autonomie locali, quale sede di rappresentanza unitaria degli enti locali, può e deve rappresentare ai livelli istituzionali responsabili regionali e nazionali l’urgenza di disciplinare:
– la predisposizione di un bilancio previsionale di transizione per il 2015 e la rivisitazione dei criteri finanziari attuali per rendere possibile la predisposizione della programmazione finanziaria triennale 2015-2016-217;
– la cancellazione delle sanzioni per gli enti che non hanno rispettato gli obiettivi programmatici del patto di stabilità 2014;
– l’applicazione, già in fase di predisposizione di bilancio, dell’avanzo come rideterminato a fronte del riaccertamento straordinario dei residui;
– la possibilità di accertare, in misura “convenzionale” le risorse spese e destinate a funzioni non fondamentali che sono in attesa di riordino, a fronte di una successiva copertura da individuare a carico degli enti nuovi titolari delle funzioni riordinate.

Senza questi interventi, dicono i rappresentanti del Consiglio delle autonomie, il rischio di default è quasi certo, e con esso il naufragio della riforma Delrio, che non riesce proprio a decollare.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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