Educazione agroalimentare e solidarietà

Coltivare un orto può aiutare le persone disabili

di Sandro Addario - - Cronaca

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da sin. Andrea Battiata, Lorenzo Pezzatini e Giuseppe Vadalà

da sin. Andrea Battiata, Lorenzo Pezzatini e Giuseppe Vadalà

FIRENZE – L’educazione ambientale ed agroalimentare possono diventano strumenti non solo per migliorare la qualità della vita, ma anche per dare supporto psicologico e per favorire l’apprendimento e l’impegno di persone con disabilità psico-fisiche. Su questa linea si basa il protocollo d’intesa siglato a Firenze tra il Corpo Forestale dello Stato, la Filiderba Onlus e Vivere Verde sas.

Un accordo che prevede la promozione di azioni di accoglienza, sostegno psicologico e sociale, supporto alle relazioni interpersonali, realizzazione eventi culturali ma anche la coltivazione orto-frutticola nell’ambito del progetto sperimentale «Un ponte per Terabithia 2 – Un gruppo di ragazzi diversamente abili condivide la coltivazione di ortaggi e piante da frutto». Il progetto prevede la coltivazione di ortaggi e piante da frutto per favorire l’integrazione dei ragazzi con disabilità nonché sensibilizzare le famiglie e la collettività circa l’utilità sociale e per la salute delle produzioni agroalimentari di qualità.

«Siamo orgogliosi di ospitare un’iniziativa così significativa – ha commentato Giuseppe Vadalà, comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato per la Toscana – non solo per regalare momenti gioiosi a questi ragazzi e alle loro famiglie, ma per mettere a disposizione anche la nostra esperienza in un settore strategico come quello ambientale e agroalimentare».

«La produzione di cibo e nello specifico di ortaggi di alta qualità con valore nutraceutico (cibo bioattivo) – ha detto l’agronomo Andrea Battiata, di Vivere Verde sas – coltivato da ragazzi con disabilità, dalle loro famiglie e da volontari, rappresenta un’esperienza di alto valore sociale che lega il rispetto dell’ambiente, la solidarietà tra enti, associazioni e persone e la produzione alimentare».

Soddisfazione anche da Lorenzo Pezzatini, presidente di Filiderba Onlus, per l’accoglimento della la proposta di collaborare alla realizzazione di un primo orto del Progetto «Un Ponte per Terabithia 2» con la certezza che «i ragazzi potranno appassionarsi a questo tipo di attività, rendendoli consapevoli e orgogliosi dei prodotti che matureranno dal loro impegno».

 

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Sandro Addario

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Commenti (1)

  • Third moon

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    Davvero una bella iniziativa, appropriato il nome del progetto in riferimento al film

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